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    Cosentino, settimana decisiva per uscire dal carcere


      Dopo l’accoglimento parziale da parte del giudice Orazio Rossi, che ha disposto gli arresti domiciliari in una località indicata ad Isernia, i difensori si apprestano a presentare una nuova istanza al giudice Guglielmo, del primo processo. Naturalmente, sarà decisivo il parere della Dda. Intanto, nell’udienza di oggi, lunedì, non si è presentato il testimone […]

    Nella foto Cosentino

     

    Dopo l’accoglimento parziale da parte del giudice Orazio Rossi, che ha disposto gli arresti domiciliari in una località indicata ad Isernia, i difensori si apprestano a presentare una nuova istanza al giudice Guglielmo, del primo processo. Naturalmente, sarà decisivo il parere della Dda. Intanto, nell’udienza di oggi, lunedì, non si è presentato il testimone dell’accusa, Pietro Amodio, per il quale il tribunale ha disposto l’accompagnamento coatto

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - Sarà presentata entro mercoledì, con ogni probabilità, la nuova istanza di scarcerazione dei legali di Nicola Cosentino al giudice Guglielmo, riguardo il primo processo a carico dell’ex Sottosegretario all’Economia.

    Stefano Montone, Agostino De Caro e Nando Letizia, infatti, in queste ore stanno lavorando, appunto al testo di questa nuova richiesta di scarcerazione, nella speranza di ottenere, anche se sarà alquanto difficile, dalla procura un parere favorevole, simile a quello ottenuto nell’altro processo, il Principe e la (Scheda) ballerina, riguardante la concessione degli arresti domiciliari in una località fuori Regione Campania: Isernia. In quest’ultimo caso, il giudice Rossi, dispose l’accoglimento parziale.

    Ovviamente se il giudice Guglielmo, poi,  opterà anche lui per la scarcerazione di Cosentino, a quel punto l’ex coordinatore uscirà dal carcere di Secondigliano dove è attualmente recluso per dirigersi verso la località designata per la misura cautelare alternativa disposta.

    Nel contempo stamane, lunedì, il collaboratore di giustizia Pietro Amodio, non si a’ presentato all’udienza del processo a carico, sempre  dell’ex sottosegretario all’Economia. Il pentito non e’ stato rintracciato nemmeno dal servizio centrale di protezione del Ministero dell’Interno. Contattato al telefono cellulare dagli agenti del servizio centrale, ha riferito di non voler venire a testimoniare nel processo a carico dell’uomo politico accusato di concorso esterno in associazione di stampo mafioso.

    Amodio e’ un testimone chiave per l’accusa, perche’ nelle sue dichiarazioni del 2007 parla della nomina di Franco Cundari a presidente del consiglio di amministrazione nel consorzio Acsa Ce3 spa, voluta, a suo dire, dal parlamentare berlusconiano. E parla anche del tecnico Carmine Bevilacqua e di un incontro a Roma avuto con Francesco Nucara, all’epoca viceministro all’Ambiente.

    Le sue dichiarazione avrebbero fatto luce sull’intreccio tra camorra-politica-imprenditoria nei consorzi che si occupavano della raccolta in Campania. I clan di riferimento dei consorzi erano Bidognetti e Schiavone. La camorra avrebbe ottenuto la loro ‘partecipazione’ all’affare rifiuti, minacciando Cundari e il tecnico Antonio Scialdone.

    Il clan avrebbe, dunque, ottenuto un 15 per cento sull’ammontare dei compensi spettanti alla impresa di raccolta di Nicola Ferraro (ex consigliere regionale Udeur gia’ condannato), oltre alla percentuale fissa di estorsione del 5 per cento da riconoscere ai clan delle singole zone. Seconda quanto racconta Amodio, i politici ottenevano nomine in societa’ con stipendi da 120-140 mila l’euro l’anno. Il presidente del collegio C del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Gianpaolo Guglielmo, ha disposto l’accompagnamento coatto del testimone nell’udienza del 16 settembre prossimo.

     

     

    PUBBLICATO IL: 1 luglio 2013 ALLE ORE 15:26