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    Agg. 18.12 COSENTINO IN CARCERE / ECCO I MOTIVI scritti dai giudici per i quali l’ex sottosegretario deve essere arrestato


      Il no questa volta è arrivato dal giudice Rossi nell’ambito del processo “il principe e la scheda ballerina”. I giudici sostengono infatti: “La dismissione da parte di Cosentino di ogni carica politica, visti i principi normativi e la giurisprudenza citata, costituisce circostanza neutra e priva di effetti diretti sul piano di un’eventuale valutazione di […]

    Nella foto, Nicola Cosentino

     

    Il no questa volta è arrivato dal giudice Rossi nell’ambito del processo “il principe e la scheda ballerina”. I giudici sostengono infatti: “La dismissione da parte di Cosentino di ogni carica politica, visti i principi normativi e la giurisprudenza citata, costituisce circostanza neutra e priva di effetti diretti sul piano di un’eventuale valutazione di insussistenza delle esigenze cautelari”

     

     

    Agg. 18.12 - Ecco la motivazione ufficiale addotta dai giudici di Santa Maria Capua Vetere, per il loro rigetto della seconda istanza di scarcerazione, presentata dai legali di Nicola Cosentino, in questo caso relativo all’ordinanza “il principe e la scheda ballerina. Ricordiamo, che ieri lunedì, un’altra sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, questa volta presieduta dal giudice Guglielmo aveva rigettato una prima istanza di scarcerazione, relativa alla prima ordinanza che colpì Cosentino nel 2010.  ”La dismissione da parte di Cosentino di ogni carica politica, visti i principi normativi e la giurisprudenza citata, costituisce circostanza neutra e priva di effetti diretti sul piano di un’eventuale valutazione di insussistenza delle esigenze cautelari”. Il collegio, composto dal presidente Orazio Rossi e dai giudici Francesca Auriemma e Marinella Graziano, ricorda che le esigenze cautelari sono gia’ state esaminate e confermate da Riesame e Cassazione.

    Cita l’ordinanza del Riesame che fa riferimento al ”consolidamento e la continuita’ dei rapporti criminali che hanno agevolato Cosentino nella sua carriera politica; la pluralita’ di competizioni elettorali in cui risulta essere stato sostenuto dall’organizzazione criminale; la persistenza del debito di gratitudine (e gli inevitabili intrecci ricattatori) cui egli deve, almeno in parte, le sue fortune”. Quindi, riferendosi anche alla sentenza con cui la Cassazione riconobbe la fondatezza delle esigenze cautelari, i giudici sottolineano: ‘‘E’ evidente che nelle motivazioni di tali provvedimenti non vi e’ riferimento alcuno al ruolo dell’imputato quale parlamentare, il quale ruolo, dunque, non ha avuto importanza dirimente nel momento in cui si sono ritenute sussistenti le esigenze cautelari con la conseguenza, dunque, che anche la dismissione da tale carica non puo’ avere rilevanza per un’ipotizzata e sopravvenuta assenza di tali esigenze cautelari e per il relativo accoglimento dell’istanza difensiva”. Il Tribunale, infine, ribadisce che ‘‘il delitto di corruzione risulta commesso nel medesimo ambito territoriale dell’imputato, il quale, anche alla luce della sua lunga attivita’ politica, risulta aver realizzato e dato luogo a contatti e legami personali ed economici che l’unica novita’ intervenuta non appare idonea a recidere”.

     


    SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto questa mattina, martedì anche la seconda istanza di revoca della misura cautelare nei confronti dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino. L’inchiesta e’ quella nota come ‘Il principe e la scheda ballerina’ in cui e’ imputato per corruzione e reimpiego illecito di capitali.

    Un processo già iniziato quello del Principe e la scheda ballerina. Un processo per il quale Cosentino ha scelto la strada dei rito ordinario, mentre molti altri imputati, circa 40, si sono già portati avanti nel primo grado di giudizio, con il rito abbreviato, chè ha già vissuto il capitolo della requisitoria del Pm con diverse e dure richieste di condanna.

    Secondo i giudici, che hanno accolto il parere negativo alla revoca dell’ordinanza espresso dal pm Antonello Ardituro, il fatto che Cosentino non sia stato ricandidato al Parlamento non cambia nulla ai fini della reiterazione dei reati di cui e’ accusato, in particolare del reimpiego illecito di capitali. Il parlamentare uscente si sarebbe prodigato per la realizzazione del centro commerciale ‘Il Principe’ attraverso il quale il clan dei Casalesi intendeva riciclare denaro di provenienza illecita.

    PUBBLICATO IL: 5 marzo 2013 ALLE ORE 19:38