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    Agg. 18.41 TUTTI I NOMI / COCAINA A FIUMI FUORI DAI BAR DI CASERTA; 6 ARRESTI. C’E’ ANCHE AMATO, DETTO FRANKY LOVE


            Frasi d’amore per eludere le intercettazioni. Il ruolo cruciale di Francesco Amato, primo riferimento del napoletano Sena, che portava la droga da Secondigliano a Caserta aggiornamento 12.49 - Nel corso della notte, quella tra domenica 18 e lunedì 19 novembre, la Squadra Mobile, con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, […]

    Nella foto Francesco Amato

     

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Concetta Buonocore e suo marito Antonio Della Ventura

     

    Frasi d’amore per eludere le intercettazioni. Il ruolo cruciale di Francesco Amato, primo riferimento del napoletano Sena, che portava la droga da Secondigliano a Caserta

    aggiornamento 12.49 - Nel corso della notte, quella tra domenica 18 e lunedì 19 novembre, la Squadra Mobile, con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Napoli, ha dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di:

    Concetta Buonocore, 50enne di Caserta , detenuta presso il Casa Circondariale di Latina;

    Fabio Rivetti, 30enne di Caserta, pregiudicato;

    Francesco Amato, 38enne di  Caserta, pregiudicato;

    Salvatore Sena, alias “Sasà”, 45enne di Mugnano di Napoli, con precedenti di polizia;

    Maria Luisa Stella, 41enne di Caserta

    Antonio Proteo, 49 enne di  Maddaloni, pregiudicato, detenuto agli A.A.D.D.;

    Nella foto, Fabio Rivetti

     

    a vario titolo indagati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti del tipo cocaina, aggravata dall’avere agito al fine di agevolare l’organizzazione camorristica dei Belforte di Marcianise, nonché per diversi episodi di detenzione, cessione e trasporto di stupefacenti. I provvedimenti restrittivi emessi dal Gip Distrettuale di Napoli, Carlo Modestino scaturiscono da una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla D.D.A. partenopea, protrattasi per diversi mesi ed articolatasi attraverso numerose intercettazioni ambientali e telefoniche, in prolungati servizi di appostamento e pedinamento, e suffragata anche dall’arresto in flagranza di alcuni degli indagati e dal sequestro di consistenti quantitativi di cocaina.

    In particolare, le investigazioni svelavano l’esistenza di una collaudata struttura associativa dedita al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, smerciati specialmente sulla piazza casertana, e acquistati prevalentemente nel napoletano, in particolare da Salvatore Sena, a cui si rivolgeva abitualmente per l’approvvigionamento. Inoltre, si è appurato che l’organizzazione era alla continua ricerca di nuovi canali di rifornimento, come dimostrato dal tentativo di Francesco Amato di acquistare da Antonio Proteo, per conto dell’organizzazione, una notevole partita di cocaina, 5 kg., importata dalla Spagna, trattativa che non ebbe seguito per l’arresto in flagranza di reato di AMATO, operato dalla Squadra Mobile il 10 novembre 2009, mentre, a bordo della sua vettura ed insieme alla sorella, trasportava 250 gr. ca. di cocaina che aveva acquistato dal citato SENA.

    Nella circostanza, AMATO, deputato anche al trasporto dello stupefacente acquistato dall’organizzazione ed a mantenere i contatti con il suo principale fornitore, SENA Salvatore, sperava di eludere eventuali controlli delle forze di polizia con la presenza di una donna, indosso alla quale era celato l’involucro contenente lo stupefacente, di cui tentava di disfarsi gettandolo dal finestrino quando furono bloccati dai poliziotti, dopo un breve inseguimento.

    Lo stupefacente, nella circostanza era destinato a Fabio Rivetti. Inoltre, la disponibilità di ingenti partite di cocaina da parte di PROTEO Antonio, era confermata in seguito dal suo arresto, operato il 14 maggio 2010, in flagranza di reato, dalla Guardia di Finanza di Napoli, per la detenzione di oltre due chili di cocaina. Riguardo alla contestazione dell’aggravante ex art. 7 L. n. 203/91, le indagini appuravano il ruolo di promotori, capi ed organizzatori del sodalizio di  Concetta Buonocore, attualmente detenuta, e di RIVETTI Fabio, entrambi legati da vincoli familiari con elementi di spicco del clan BELFORTE. Infatti, la donna è la moglie di  Antonio Della Ventura, alias o’ cuniglio, condannato all’ergastolo e detenuto in regime di 41 bis presso il carcere di Cuneo, referente del Clan BELFORTE nel capoluogo; mentre RIVETTI Fabio è fratello di  Clemente Daniele Rivetti, anch’egli noto esponente dei BELFORTE, detenuto e condannato per gravi reati associativi, in materia di armi, stupefacenti e per varie estorsioni condotte per conto della predetta consorteria camorrista.

    Secondo le indagini e come accertato attraverso numerosi servizi di appostamento effettuati dalla Squadra Mobile, l’abitazione di BUONOCORE Concetta era diventata il centro operativo dell’organizzazione, presso la quale RIVETTI, AMATO e lo stesso SENA si recavano per rendere conto delle loro attività. Peraltro, il ruolo di BUONOCORE Concetta e di RIVETTI Fabio in seno alla temuta consorteria dei BELFORTE, è stata confermata da diversi collaboratori di giustizia, tra i quali  Antonio Geraldi, Domenico Cuccaro e Michele Froncillo.

    Nel corso delle indagini, gli investigatori appuravano che gli indagati, in particolare RIVETTI ed AMATO, per eludere eventuali servizi di intercettazione, utilizzando dei telefoni cellulari “dedicati”, dissimulavano le conversazioni ed i contatti riguardanti lo stupefacente, inviandosi dei semplici sms e ricorrendo ad un linguaggio allusivo e cifrato o al frasario tipico di una coppia di innamorati (“amore vieni?”). Talvolta lo stupefacente veniva indicato con l’espressione “porta la tua amica”. AMATO Francesco, poi, provvedeva anche alla vendita al dettaglio delle dosi, prevalentemente all’interno della sua abitazione casertana ma, spesso, anche cedendola nei pressi di noti bar di Caserta, abituale ritrovo di giovani, soprattutto nei fine settimana, finanziandosi così costose vacanze invernali in località esotiche.

     

     

    Aggiornamento 12.25 - Il primo nome che trapela dell’ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Napoli, Carlo Modestino, su richiesta della Dda, è quello di Concetta Buonocore, moglie del capo del boss Antonio Della Ventura, detto o’ Coniglio, referente nel capoluogo del clan Belforte e condannato all’ergastolo. L’ordinanza è stata notificata alla donna nel carcere di Latina, dove si trova già reclusa per altri reati.

     

    CASERTA -E’ stata realizzata all’alba di oggi, lunedì,  della Squadra Mobile di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, finalizzata alla esecuzione di 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Le indagini della Polizia di Stato avevano svelato l’esistenza di una collaudata struttura associativa, di cui erano promotori ed organizzatori affiliati del clan BELFORTE di Marcianise, dedita al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, acquistati prevalentemente nel napoletano e smerciati specialmente sulla piazza casertana. Per eludere eventuali intercettazioni, gli spacciatori simulavano dialoghi tra innamorati, ricorrendo a vezzeggiativi e frasi d’amore.

    Al vertice dell’organizzazione una donna, moglie del referente dei BELFORTE a Caserta, detenuto e condannato all’ergastolo per reati associativi.

    PUBBLICATO IL: 20 novembre 2012 ALLE ORE 17:35