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    CLAMOROSO AL PROCESSO COSENTINO – Il pentito Di Bona: “Rifiutò il nostro aiuto alle Regionali del ’95”. Duro scontro tra Pm e difensore, il quale butta la toga e se ne va


        Udienza drammatica. Alessandro Milita: “Ha ritrattato rispetto a quello che aveva dichiarato nel processo Spartacus, del 2001″. E quando partono le allusioni tra un colloquio del 2006 tra il pentito e l’avvocato Santonastaso in aula succede il pandemonio. SANTA MARIA CAPUA VETERE - I Casalesi non imposero il voto per Nicola Cosentino alle elezioni […]

     

    Nelle foto, da sinistra, l’avvocato Santonastaso, Alessandro Milita e Franco Di Bona

     

    Udienza drammatica. Alessandro Milita: “Ha ritrattato rispetto a quello che aveva dichiarato nel processo Spartacus, del 2001″. E quando partono le allusioni tra un colloquio del 2006 tra il pentito e l’avvocato Santonastaso in aula succede il pandemonio.

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - I Casalesi non imposero il voto per Nicola Cosentino alle elezioni regionali del 1995. Durante il processo Eco4 che si sta svolgendo presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere in cui l’ex sottosegretario Nicola Cosentino e’ imputato per concussione esterna, il collaboratore di giustizia Franco Di Bona ha smentito le dichiarazioni dei verbali del 2001 rese durante il processo Spartacus, raccontando di non essersi mai prodigato per far votare Nicola Cosentino. “Walter Schiavone – racconta Di Bona in aula durante l’esame del pm, Alessandro Milita – mando’ a chiedere a Mario, fratello di Nicola Cosentino, se volesse aiuto per le elezioni per il fratello”. Il clan formulò questa domanda, come atto di riguardo rispetto alla nota parentela acquisita e, forse, anche subita di Cosentino con la famiglia Russo di Peppe o’ Padrino. Ricordiamo che nel 1995, oltre alle elezioni regionali, si svolsero anche le elezioni comunali di Casal di Principe. Si trattava, dunque di dare dei voti di preferenza personali. E il clan, come detto le offrì a Cosentino.  “La risposta – continua Di Bona – fu negativa e noi appoggiammo l’ex presidente dell’Usl di Casale, un certo Petrillo”. Il Petrillo in questione è l’architetto Petrillo, candidato nel 1995 con i Liberali. Non si può stabilire, questo lo aggiungiamo noi, dato che i partiti della Prima Repubblica avevano già subito una totale destrutturazione se quella lista dei Liberali fu ispirata o meno, in provincia di Caserta dall’avvocato Alfonso Martucci, che secondo il racconto dei pentiti, il clan aveva contribuito a far eleggere in Parlamento 3 anni prima.

    Il pm gli ha contestato che nelle dichiarazioni rese durante il processo Spartacus aveva, invece, riferito di aver appoggiato Cosentino su ordine di Walter Schiavone. “Non so cosa ho detto in quel periodo – dice – il pentito - ma io oggi non ho memoria di questo, non ricordo di aver fatto votare Cosentino alle regionali. L’avrei ricordato. Ricordo solo che tra di noi suscito’ scalpore il fatto che Cosentino avesse rifiutato il nostro aiuto facendoci sapere che se la sarebbe vista da solo e di non volere il nostro aiuto“. Su insistenza del pm, Di Bona, collegato in videoconferenza, ha ribadito piu’ volte di “non ricordare di aver appoggiato, insieme al clan, l’ex sottosegretario e di conoscerlo solo di vista“. Duro l’intervento della difesa di Cosentino in aula che al presidente del collegio ha contestato l’atteggiamento del pm: “Non si possono fare 84 domande sullo stesso argomento per chiedere al teste per quale motivo non ricorda“, ha detto l’avvocato Stefano Montone.

    Alessandro Milita, inoltre ha rincarato la dose asserendo. “Lei oggi sta dicendo cose completamente diverse in quanto nell’esame del marzo 2001 disse che il clan aveva sostenuto alle Regionali Nicola Cosentino e Mario Natale“. “Io oggi ho un ricordo abbastanza vivo – ribadisce Di Bona – allora fece scalpore il no di Cosentino alla proposta proveniente dal clan. Me lo disse Walter Schiavone“. A quel punto il pm ha chiesto a Di Bona “se e’ ancora inserito nella programma di protezione del Viminale e quali rapporti ha avuto con l’avvocato Santonastaso (legale del boss Francesco Bidognetti attualmente detenuto per rapporti con i Casalesi, ndr)?“; la domanda fa infuriare il difensore dell’ex deputato, Stefano Montone che parla di illazioni del pm”; il riferimento e’ ad un colloquio datato 2006 tra Santonastaso e Di Bona in cui, e’ il sospetto della Procura, il legale potrebbe aver spinto il pentito a ritrattare. Montone si è tolto la toga e ha lasciato l’aula.

    PUBBLICATO IL: 10 febbraio 2014 ALLE ORE 18:32