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    Ciclo integrato dei rifiuti / Zinzi alla commissione parlamentare d’inchiesta: “Quale ruolo avrà la Provincia?”. E il procuratore Lembo: “Nella contraddizione normativa temiamo infiltrazioni della camorra”


      Incontro in Prefettura tra i vertici amministrativi della Provincia e i rappresentanti politici della commissione parlamentare d’inchiesta sull’Ambiente. Tra i temi affrontati anche quello del Consorzio Unico di Bacino Caserta – Ieri mattina, mercoledì 10 ottobre, presso la Prefettura di Caserta, il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, ha relazionato alla Commissione parlamentare d’inchiesta […]

    Nelle foto, da sinistra Corrado Lembo e Domenico Zinzi

     

    Incontro in Prefettura tra i vertici amministrativi della Provincia e i rappresentanti politici della commissione parlamentare d’inchiesta sull’Ambiente. Tra i temi affrontati anche quello del Consorzio Unico di Bacino

    Caserta – Ieri mattina, mercoledì 10 ottobre, presso la Prefettura di Caserta, il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, ha relazionato alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, in trasferta a Caserta dalla giornata di ieri. Assieme al Presidente Zinzi erano presenti l’assessore provinciale all’Ambiente, Maria Laura Mastellone, il direttore generale dell’Ente, Raffaele Picaro, e l’amministratore unico della Gisec (la società provinciale che si occupa del ciclo dei rifiuti), Donato Madaro.

    L’argomento principale dell’audizione è stato il futuro del Consorzio Unico di Bacino Napoli-Caserta, con riferimento alla vicenda complessiva della raccolta dei rifiuti e della riscossione dei tributi. Al momento, infatti, così come ha sottolineato il Presidente Zinzi nel suo intervento, c’è una contraddittoria situazione normativa che non chiarisce quale soggetto istituzionale tra la Provincia e i Comuni dovrà occuparsi, a partire dall’1 gennaio 2013, dei servizi di raccolta e riscossione.

    Zinzi ha espressamente richiesto alla Commissione di contribuire ad affrontare tale questione in maniera da rendere chiaro il percorso. In particolare, il presidente della Provincia di Caserta ha chiesto se in Campania, a partire dal prossimo 1 gennaio, sarà definitivamente vigente la legge 26, che prevede l’applicazione del principio della provincializzazione nella gestione del ciclo dei rifiuti (gestione degli impianti, raccolta dei rifiuti e riscossione dei tributi) oppure se si opterà, da parte del Governo, per l’adozione di provvedimenti legislativi volti ad affidare i servizi di raccolta e riscossione ai Comuni.

     Sulla contraddizione emersa nella legislazione che disciplina il ciclo integrato dei rifiuti si è espresso anche il capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo: Ai parlamentari della Commissione Ecomafie ho fatto notare la confusione normativa che regna nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il decreto legislativo di agosto sulla spending review riaffida l’attivita’ ai Comuni,e quindi, sostanzialmente, a ditte private, mentre la legge 26 del febbraio 2010 affidava il ciclo a societa’ create ad hoc dalle Province. Una contraddizione che favorisce l’infiltrazione dei clan camorristici”.

    Gia’ nel corso delle audizioni dell’ottobre 2010 e del giugno 2011, prima che fosse emanato dunque il decreto sulla spending review, l’alto magistrato aveva lanciato l’allarme sulla possibilita’ che i Comuni, e quindi le aziende private, facilmente controllabili dalla camorra, riprendessero la gestione dell’intero ciclo, auspicando che fosse attuata la legge che affidava il settore a soggetti pubblici, come sono appunto le societa’ provinciali Gisec  e Sapna , in teoria meno condizionabili. ”Siamo molto preoccupati – ha ribadito oggi Lembo - per i continui affidamenti a ditte private”. L’allarme ha infatti trovato riscontro nella realta': su 104 Comuni di Terra di Lavoro, sono oltre 50 quelli che si avvalgono oggi di imprenditori privati, mentre il Consorzio Unico di Bacino, ente pubblico, fornisce il servizio solo a 48 centri; di recente dal Cub si sono staccati nove comuni, tra cui San Marcellino, Teverola, Villa Literno, che si sono associati nella societa’ Ambito sud srl promossa dalla Provincia di Caserta e dalla sua creatura, la Gisec. Una manovra che crea ancora piu’ confusione. ”E’ necessaria una maggiore logica nelle scelte – ha concluso il procuratore - specie in un settore cosi’ sensibile ai condizionamenti esterni”.

    PUBBLICATO IL: 11 ottobre 2012 ALLE ORE 0:25