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    CELLOLE – OMICIDIO PASSARO, dopo la condanna a 25 anni, spedito in carcere per omicidio volontario Arcieri


      Ricostruito in modo preciso dal perito dell’accussa l’evento che ha portato alla morte il giovane della cittadina rivierasca.  Il Pubblico Ministero visto il trattamento sanzionatorio e l’ipotesi di reato  per i quali l’imputato è stato condannato ha fatto richiesta di aggravamento della misura in atto CELLOLE - Dopo la condanna a venticinque anni per l’omocidio […]

    Nelle foto, Antonio Passaro e Carmelo Arcieri

     

    Ricostruito in modo preciso dal perito dell’accussa l’evento che ha portato alla morte il giovane della cittadina rivierasca.  Il Pubblico Ministero visto il trattamento sanzionatorio e l’ipotesi di reato  per i quali l’imputato è stato condannato ha fatto richiesta di aggravamento della misura in atto

    CELLOLE - Dopo la condanna a venticinque anni per l’omocidio volontario del giovane Antonio Passaro di Cellole e un anno e mezzo per lo spaccio di stupefacenti, per una pena complessiva di anni 26 e mesi di reclusione l’imputato Carmine Arcieri,  stamane, martedì ha visto spalancarsi le porte del carcere.

    Arciero in primo momento era stato sottoposto dal G.I.P. dr Cettina Scogliamiglio agli arresti domiciliari, in quanto si ipotizzava un investimento causale e involontario. La Pubblica Accusa nella circostanza rappresentata dalla Dott.ssa Gerardina Cozzolina, attraverso indagini certosine e una disamina accurata delle riprese di un Compro oro della città di Cellole sul punto dell’investimento  è riuscita a dimostrare la volontarietà del sinistro.

    Infatti, il perito dell’accusa ha ricostruito in modo preciso l’evento che ha portato alla morte del giovane Antonio Passaro di Cellole, escludendo in modo inequivocabile l’ipotesi colposa sostenuta dai difensori dell’imputato. In base a ciò che emerso dall’istruttoria infatti ha indotto la Corte di Assise presieduta dalla dott.ssa Napolitano, visto le incongruenze riferite da  alcuni testi  durante l’escussione, – rispetto a quanto emerso anche  dal sistema di video sorveglianza – a trasmettere gli atti in Procura per falsa testimonianza, circostanza per la quale si attendono gli esiti delle indagini, nonchè un eventuale mandante. Il Pubblico Ministero visto il trattamento sanzionatorio e l’ipotesi di reato  per i quali l’imputato è stato condannato ha fatto richiesta di aggravamento della misura in atto, con la custodia cautelare in carcere, istanza accolta dalla Corte, motivo per il quale Arcieri è stato ristretto presso la casa circondariale sammaritana a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. 

    PUBBLICATO IL: 15 ottobre 2013 ALLE ORE 19:21