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    Castel Volturno / Novembre è arrivato e il porto dei Coppola dove sta? Solo una montagna di chiacchiere per una città che sta precipitando verso la sua cancellazione


      Dopo il caso del Mandracchio, anche la Darsena San Bartolomeo sembra essere divenuto un luogo della memoria abbandonato e imbrigliato. Castel Volturno - Ci siamo! Il mese di novembre è arrivato e il cantiere porto dov’è? Durante l’audizione tenutasi presso la Regione Campania con l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Sergio Vetrella, con […]

    Nella foto, un momento della manifestazione per il porto del Villaggio Coppola dei mesi scorsi

     

    Dopo il caso del Mandracchio, anche la Darsena San Bartolomeo sembra essere divenuto un luogo della memoria abbandonato e imbrigliato.

    Castel Volturno - Ci siamo! Il mese di novembre è arrivato e il cantiere porto dov’è? Durante l’audizione tenutasi presso la Regione Campania con l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Sergio Vetrella, con una delegazione dei commercianti di Pinetamare e dei rappresentanti della società Mirabella – Marina di Pinetamare, che all’epoca venne richiesta dal consigliere regionale dell’Udc, Angelo Consoli, fu precisato che il cantiere per la realizzazione del porto turistico del Villaggio Coppola avrebbe aperto i battenti proprio nel mese di novembre.

    Lasciamo stare il ponte festivo del primo novembre, ma dalle notizie che provengono dal territorio di Castel Volturno  e precisamente dalla Darsena San Bartolomeo, sappiamo che non si muove una foglia: non c’è nessun movimento di mezzi meccanici e di uomini che dovrebbero essere impiegati per realizzare una struttura con 1200 posti barca.

    Forse, innanzi a quelle manifestazioni organizzate qualche mese fa, tutti quelli che sperano in una ripresa economica di Castel Volturno, si erano illusi di poter cambiare il corso della storia e di poter invertire la direzione di un piano inclinato che sta facendo precipitare la cittadina rivierasca a un livello tale da metterne in discussione anche l’esistenza.

    Dopo il “Mandraccio” (il caso del Castello abbandonato e imbrigliato), anche il porto sembra essere divenuto un luogo della memoria, completamente abbandonato a se stesso, forse anche per colpa del mancato impulso istituzionale, da parte delle gestioni commissariali, rispetto all’Accordo di Programma siglato circa un decennio fa.

    Spaventa anche il silenzio di numerose associazioni territoriali che in un primo tempo sembravano essersi mobilitate, come dimostrano le foto che pubblicammo la scorsa primavera e che riproponiamo oggi come testimonianza di un impegno civile misteriosamente evaporatosi.

    Sempre a proposito di associazioni, c’è da rimanere sconcertati anche sul silenzio di alcuni storici agitatori di popolo del Villaggio Coppola, che da mesi se ne stanno zitti e muti proprio sulla questione del cantiere porto. In tutto questo, a contribuire al declino, ci si mette la scarsa sensibilità mostrata anche dalle istituzioni provinciali e locali, le quali sono sempre solerti quando c’è da fare passerella, ma diventano evanescenti, quando sono chiamate a dare corpo ad effettive e concrete iniziative o opere.

    Massimiliano Ive

    PUBBLICATO IL: 2 novembre 2012 ALLE ORE 16:32