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    CASO COSENTINO – Sì al ricorso della Dda contro la scarcerazione, la Cassazione dispone un nuovo riesame


        Il ricorso della Procura campana era volto a ribaltare l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Napoli dell’11 ottobre 2013   CASERTA – La seconda sezione penale della Cassazione, dopo la lunga Camera di Consiglio di ieri, ha accolto il ricorso presentato dalla Procura di Napoli contro la scarcerazione dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. […]

     

     

    Il ricorso della Procura campana era volto a ribaltare l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Napoli dell’11 ottobre 2013

     

    CASERTA – La seconda sezione penale della Cassazione, dopo la lunga Camera di Consiglio di ieri, ha accolto il ricorso presentato dalla Procura di Napoli contro la scarcerazione dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. La Suprema Corte, in particolare, ha annullato con rinvio l’ordinanza con cui il riesame di Napoli, l’11 ottobre scorso, aveva confermato la decisione del giudice di Santa Maria Capua Vetere, risalente al luglio 2013, con cui era stata revocata la custodia in carcere.

    Il tribunale del riesame del capoluogo campano, dunque, dovrà ora ripronunciarsi sulla vicenda.

    Allo stato, l’ex sottosegretario resta in libertà, in attesa della nuova pronuncia del riesame.

    Nicola Cosentino era stato rimesso in libertà  l’8 novembre dopo otto mesi di reclusione e detenzione agli arresti domiciliari su decisione del collegio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto da Orazio Rossi, davanti al quale pende il processo noto come “Il Principe e la Scheda Ballerina”.

    L’ ex sottosegretario all’Economia è imputato per reimpiego di capitali illeciti aggravato dall’aver agevolato il clan dei Casalesi in relazione alla costruzione di un centro commerciale nei pressi di Casal di Principe, in realtà mai realizzato.

    Nell’altro processo in corso a Santa Maria Capua Vetere, noto come “Eco4″, Cosentino è imputato per concorso esterno in associazione camorristica. La decisione del giudice di Santa Maria Capua Vetere era giunta al termine di una battaglia giudiziaria tra la Procura Antimafia di Napoli e la difesa dell’ex coordinatore Pdl, combattuta in particolare sulla capacità dell’ex deputato di condizionare la politica locale e regionale, che secondo i pm Antonello Ardituro e Alessandro Milita sarebbe ancora intatta nonostante le dimissioni dalle cariche politiche da parte di Cosentino prima di entrare in cella il 15 marzo 2013.

    La Cassazione ha dovuto pronunciarsi più volte sulle decisioni del Tribunale del Riesame di Napoli. Il 27 giugno 2013 quando i giudici della Suprema corte annullarono con rinvio la decisione del Riesame che aveva confermato il carcere.

    I giudici della Cassazione ritennero infatti che i colleghi napoletani non avessero tenuto conto proprio della rinuncia alle cariche politiche. E proprio su tale dato di fatto Cosentino fu scarcerato ed inviato ai domiciliari il 26 luglio, e poi rimesso in libertà a novembre.

    La decisione della Seconda sezione della Cassazione rimette ora tutto in discussione.

     

    PUBBLICATO IL: 18 gennaio 2014 ALLE ORE 14:38