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    CASERTA – Un ragazzo di San Marcellino affetto da gravissimi problemi neuro-motori realizza il suo sogno di visitare la Reggia


    La Comunità Eos ci racconta la gita di un minore affetto da una grave patologia   CASERTA – COMUNICATO – Un desiderio distante pochi chilometri da casa, osservato chissà quante volte da lontano e pure così distante: la Reggia di Caserta. Visitare la meraviglia vanvitelliana era il desiderio espresso da A., minore seguito dalla Cooperativa […]

    Nella foto, un’immagine della visita

    La Comunità Eos ci racconta la gita di un minore affetto da una grave patologia

     

    CASERTACOMUNICATO – Un desiderio distante pochi chilometri da casa, osservato chissà quante volte da lontano e pure così distante: la Reggia di Caserta. Visitare la meraviglia vanvitelliana era il desiderio espresso da A., minore seguito dalla Cooperativa sociale Eos e affetto dalla nascita da una gravissima patologia neuro-motoria, che lo costringe a spostamenti su barelle attrezzate. Proprio una barella attrezzata è stata per A. un cocchio come quelli che trasportava i nobiluomini lungo i viali del parco. I suoi scudieri sono stati gli operatori della Cooperativa. Uno di questi, Gianmaria, ci racconta le emozioni di una giornata che A. non dimenticherà mai e che deve la sua realizzazione al lavoro di Eos e al supporto dell’ASL Caserta e del Comune di San Marcellino.

     

    Andrea, come si è arrivati alla decisione di soddisfare la richiesta di A.?

    I percorsi terapeutici per ragazzi come A. non includono solo farmaci e riabilitazioni in senso stretto. Anche la soddisfazione di bisogni e desideri fa parte del percorso di sostegno e recupero. Quello che è normale per qualunque minore delle nostre parti, come visitare la Reggia, per lui è una giornata che non dimenticherà mai, educativa per la mente e per il corpo. Ricordo quando l’anno scorso lo abbiamo accompagnato a Castelvolturno, di fronte alle strutture di allenamento del suo Napoli: sono giornate che, seppur molto stancanti per lui, valgono cento sedute di riabilitazione.

    Come è stato possibile rendere A. un turista come tanti per un giorno?

    A livello logistico avevamo tante incognite, ma siamo stati tenaci e fortunati. Tenaci perché volevamo fortemente, A. per primo, che tutto andasse bene. Fortunati perché abbiamo incontrato una splendida giornata che ci ha permesso di visitare il Parco con relativa calma e perché il personale della Reggia ci è stato di enorme aiuto nel risolvere tanti piccoli problemi. Enormi ringraziamenti vanno alla Cooperativa EOS per aver risolto praticamente tutti i problemi materiali che si sono presentati e per aver sostenuto gran parte delle spese necessarie all’organizzazione della visita di A. In più voglio ringraziare il mio collega Raffaele, i familiari e tre amici di A., che ci hanno dato una preziosa mano.

    A. come ha reagito allo splendore della Reggia?

    Quando abbiamo visitato le stanze era tutto un fiorire di domande. Non poteva immaginare che esistessero stanze così grande e così piene di elementi d’arredo di lusso. Cercavamo di stare dietro a tutte le sue domande con risposte esaustive, ma anche immaginando scene fantastiche avvenute in quei luoghi. In quel momento lo vedevamo volare con la fantasia.

    E nel Parco, invece?

    All’aperto abbiamo trascorso ore di grande relax. Mi ha impressionato l’attrazione di A. per le fontane e le cascate presenti nel Parco. Non so perché, ma era incantato dall’acqua e dai suoi riflessi nel verde della Reggia.

    Infine una domanda per te, Andrea: che sensazioni porti a casa dopo questa giornata?

    Soddisfazione. è stata una giornata molto provante per tutti, per A. come per noi accompagnatori. Si tratta però di quella stanchezza dolce, che porta il sorriso di A. come icona, e per il quale ogni fatica diventa leggerissima.

    PUBBLICATO IL: 21 ottobre 2013 ALLE ORE 13:12