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    Caserta / Scandalo & barzelletta – Il Comune ha venduto, come fece Totò con la fontana di Trevi, un locale di palazzo Commestibili di proprietà dell’Iacp. Il caso grave di Fortunato Giaquinto


    In più di un’occasione ci siamo occupati del profilo di evidente inopportunità della figura di questo funzionario dell’ufficio Patrimonio, che era nel suo ufficio, quando il Comune vendeva a sua cognata uno degli appartamenti dello stesso palazzo. Il retroscena di una recente, surreale assemblea condominio CASERTA – Quello del funzionario del Comune di Caserta, Fortunato Giaquinto, […]

    Nella foto, la sede dell’associazione nazionale combattenti e reduci che sta in una sede di proprietà dell’Iacp, che il Comune di Caserta, in arte Totò ha venduto senza averne il titolo di proprietà

    In più di un’occasione ci siamo occupati del profilo di evidente inopportunità della figura di questo funzionario dell’ufficio Patrimonio, che era nel suo ufficio, quando il Comune vendeva a sua cognata uno degli appartamenti dello stesso palazzo. Il retroscena di una recente, surreale assemblea condominio

    CASERTA – Quello del funzionario del Comune di Caserta, Fortunato Giaquinto, è uno dei tanti casi imbarazzanti, a cui questa amministrazione comunale come, del resto quella precedente tiene bordone. Chi non ha seguito le puntate precedenti di questa vicenda, merita un brevissimo riassunto: Giaquinto lavora al Patrimonio, il settore del Patrimonio ha gestito tutte le vicende relative alle transazioni di immobili di proprietà del Comune.

    Tra queste anche quella del palazzo dei Commestibili all’ingresso di via Alois e ad un passo dal Comune.

    Uno dei locali del suddetto palazzo, il Comune con una procedura di cui Giaquinto è stato il naturale protagonista, da pezzo da 90 quale è dell’ufficio Patrimonio, è stato venduto alla cognata dello stesso funzionario.

    Il nostro articolo, che al tempo rivelò la clamorosa operazione, fece, al tempo rizelare non poco Giaquinto. Lui scrisse, noi pubblicammo e gli rispondemmo. Avremmo pensato a questo punto che l’amministrazione comunale si fosse posta il problema di normale opportunità della permanenza di Giaquinto all’interno dell’ufficio Patrimonio.

    Speranza vana, dato che Giaquinto, non solo è rimasto al suo posto, ma di recente si è fatto delegare da Enzo Cioffi, che lo ha mandato in sua vece, sapendo bene a cosa servisse quest’atto di delega, per partecipare ad un infuocata assemblea di condominio che doveva votare il via libera al pignoramento sul conto bancario della cognata di Giaquinto che non ha ancora scucito un euro, a titolo di quote condominiali dovute, per i lavori di manutenzione straordinaria in atto nel palazzo.

    Giaquinto si è presentato, badate bene, per la prima volta quale delegato del Comune come mai aveva fatto negli ultimi 10 anni. E  per coincidenza sceglie proprio l’assemblea in cui si deve deliberare sul pignoramento alla cognata. Alla fine Fortunato Giaquinto si è astenuto, creando le condizioni perchè l’assemblea deliberasse il no alla ratifica dell’operato dell’amministratore di condominio, il quale aveva provveduto diligentemente ad attivare un’azione di recupero.

    In questa surreale assemblea surreale, la cognata di Giaquinto era rappresentata dal fratello del funzionario del Comune che in quella casa opera con il suo studio.

    Che dire: la narrazione sgranata esaurirebbe, già di per sé, ogni possibilità di commento, di fronte a questa considerazione e a questo esercizio degradato e degradante delle funzioni istituzionali all’interno di un comune in cui cose come queste, che non avverrebbero nemmeno nel Burkina Faso, vengono considerate normali. E viene considerato normale che l’astensione ad un voto su un’azione di recupero di un credito vantato da un condominio, di cui fa parte anche il Comune di Caserta, annulli l’azione ed esponga anche il Comune alla minaccia di un danno economico, dato che qualora il condominio non riuscisse a recuperare il dovuto dalla signora Giaquinto, sarà costretto ad agire proprio nei confronti dell’amministrazione comunale, precedente proprietaria della nuova casa Giaquinto, in considerazione del fatto che il credito è sorto proprio in quel tempo.

    Basterebbe questo, ma purtroppo al peggio non c’è limite. Il piano inclinato del degrado morale di questa città è diventato, ormai, un precipizio. E’ così scopriamo oggi, mercoledì, 7 novembre, da un comunicato stampa ufficiale del commissario dell’Iacp di Caserta, Enzo Melone, che, sempre nello stesso palazzo dei Commestibili, il Comune ha venduto un appartamento intero, non avendone il titolo di proprietà. Insomma, roba da Totò, Nino Taranto e la Fontana di Trevi.

    Desolante! Ci chiediamo come sia potuto avvenire questa vendita senza il titolo di provenienza.

    Dottor Enzo Cioffi, sappiamo che all’epoca non era dirigente e sappiamo pure che non ha la forza, il carisma e la rettitudine istituzionale per trasferire, come giusto e serio sarebbe per motivi di mera opportunità, Fortunato Giaquinto in un altro ufficio, ma almeno vada a spulciare le carte di questa folle compravendita e ci dica il nome del notaio che ha asseverato il titolo di provenienza.

    Gianluigi Guarino

     QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL’INCREDIBILE COMUNICATO STAMPA DELL’ISTITUTO AUTONOMO DELLE CASE POPOLARI

    CASERTA -  Un locale all’interno di palazzo Commestibile in via Turati venduto, nel 2009, dal Comune di Caserta, tramite un’asta pubblica, alla Società Progetto Immobiliare di Mozzillo Anna, ma di quel locale l’attuale commissario straordinario dello Iacp, Vincenzo Melone ne chiede la restituzione.

    L’immobile, infatti, è di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Il Comune, insomma, ha venduto un locale non suo, attualmente occupato dall’Associazione Combattenti che paga regolare affitto allo Iacp.

    Un bel pasticcio del quale si è accorto il dottor Melone grazie ai serrati controlli che sta facendo da quando è commissario dell’Ente. Uno dei suoi primi provvedimenti, infatti, è stato quello di istituire l’anagrafe dell’utenza grazie alla quale stanno venendo fuori decine e decine di anomalie. Tra queste quella, appunto, del Comune che vende un locale non suo. Ma come è potuto accadere?

    Il palazzo in via Turati è per una parte di proprietà del Comune, per l’altra dello Iacp che lo acquisì dal comune di Caserta con contratto di permuta del 10 agosto del 1983.

    Nell’atto di permuta il locale in questione è correttamente individuato ad eccezione dell’errore materiale concernente l’indicazione della particella catastale di riferimento. Infatti, ivi è riportata la particella n° 1341/7, anziché quella effettiva n° 1431/7. Per questo motivo il Comune ha alineato una particella non sua.

    Lo Iacp ha già messo in atto numerosi incontri con i responsabili del comune chiedendo la restituzione del locale o, eventualmente, l’effettuazione di una permuta. Attualmente, comunque, sarebbero state avviate tutte le azioni per l’annullamento dell’atto di compravendita stipulato a favore della società Progetto Immobiliare di Muzzillo Anna.

    Prendendo spunto da questa situazione il commissario Melone ha deciso di estendere un controllo su tutti i beni dello Iacp facenti parte di Palazzo Commestibile, un palazzo che, recentemente, è stato sottoposto a vincolo da parte della Sovrintendenza.

    “Tutelate e salvaguardare  il patrimonio dello Iacp è uno dei primi obiettivi che mi sono prefisso nel momento in cui ho assunto questo incarico – ha dichiarato il commissario Melone -. Questa non sarà certo l’unica azione che metterò in campo visto che c’è molto da fare e che le irregolarità che stanno venendo fuori grazie al lavoro dell’anagrafe dell’utenza sono più d’una”.

    PUBBLICATO IL: 8 novembre 2012 ALLE ORE 8:07