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    OSPEDALE DI CASERTA – Appalti in mano alla camorra. Il pentito Pirozzi: “Il direttore amministrativo Natalino Russo si dimise perchè minacciato di morte dai clan”


        Le dichiarazioni di questo significativo collaboratore di giustizia, uno che di sanità e di affari attorno alla Sanità se ne intendeva e come, fanno capire che l’inchiesta Dda sugli appalti nell’azienda ospedaliera cittadina è viva e vegeta. L’allora direttore amministrativo disse: “Qui non si può più lavorare, le pressioni dei Casalesi e dei […]

     

     

    Nelle foto, da sinistra, Luigi Annunziata e l’ospedale Civile di Caserta

    Le dichiarazioni di questo significativo collaboratore di giustizia, uno che di sanità e di affari attorno alla Sanità se ne intendeva e come, fanno capire che l’inchiesta Dda sugli appalti nell’azienda ospedaliera cittadina è viva e vegeta. L’allora direttore amministrativo disse: “Qui non si può più lavorare, le pressioni dei Casalesi e dei Belforte sono diventati insopportabili”

     

    CASERTA – Leggendo con attenzione, ma soprattutto, come noi siamo in grado di fare, in controluce, le pagine dell’ordinanza dei 13 arresti, il libello del ragionevole dubbio che le voci che si rincorrono da più di un anno su una pesante, profonda inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia sugli appalti dell’ospedale Civile di Caserta si abbassa e non di poco.

    E’ vero che si tratta di dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, ma è la stessa Dda a considerarlo attendibile, credibile, come è rilevato anche dal Gip Iaselli in altri passi dell’ordinanza.

    Giuliano Pirozzi, infatti, oltre a soddisfare una serie di condizioni, legate al comportamento, alla ragion d’essere del suo pentimento, alla precisione di alcuni dettagli fisici e topografici legati alle sue dichiarazioni è anche il figlio di quel Domenico Pirozzi che ha svolto ruoli di primissimo piano, di direzione amministrativa, di importantissime aziende sanitarie della Campania, tra cui quella di Pozzuoli.

    E’ uno che mastica benissimo la materia ed è uno con cui parlano, senza inibizioni, personaggi di primo piano, quali Natalino Russo, direttore amministrativo dell’Ospedale Civile di Caserta nei primi anni della gestione Annunziata.

    Ebbene, Natalino Russo racconta a Pirozzi il motivo per cui ha deciso di lasciare il suo incarico. Come potete leggere nella pagina testuale che pubblichiamo in calce al nostro articolo, Natalino Russo getta la spugna davanti ad una sorta di occupazione militare dei clan camorristici nella gestione di tutti i principali appalti dell’ospedale di Caserta. Getta la spugna, quando la sua attività non si confà, evidentemente alle necessità dei clan, che decidono, sempre secondo il racconto di Giuliano Pirozzi di spedirgli in cadeau, una “bella” busta con un proiettile.

    Avvertimento di morte che induce Russo a scappare e a lasciare libero un posto, poi occupato dal casertano o sannicolese (non ci ricordiamo bene il suo luogo di residenza) Gallo.

    Ovviamente, la Dda ha a disposizione queste dichiarazioni, che la Gip Iaselli usa a supporto della sua decisione di far scattare le manette per 13 persone, ma ha a disposizione anche altri racconti, magari non direttamente connessi a questa inchiesta, ma che potrebbero rappresentare la base solida di quella inchiesta fondamentale sulla gestione dell’ospedale di Caserta e sulla pesantissima influenza dei clan perchè le imprese dei loro prestanome si aggiudicassero tutte le gare.

    Gianluigi Guarino

     

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 8 novembre 2013 ALLE ORE 16:08