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    CASERTA PIENA DI DROGA – Rione Cappiello, Bronx e Rione Falcone, ognuno specializzato per una sostanza. E la Zampella spaccia sotto la statua della Madonna


      Dall’ordinanza emergono nuovi particolari del blitz che ha portati ai 22 arresti nella notte tra domenica e lunedì.  Ai clienti che lo desideravano, droga a casa, come si fa con le pizze da asporto CASERTA – L’impresa della droga casertana era contraddistinta da un vero e proprio organigramma dei quartieri e dei pusher di riferimento. […]

     

    Dall’ordinanza emergono nuovi particolari del blitz che ha portati ai 22 arresti nella notte tra domenica e lunedì.  Ai clienti che lo desideravano, droga a casa, come si fa con le pizze da asporto

    CASERTA – L’impresa della droga casertana era contraddistinta da un vero e proprio organigramma dei quartieri e dei pusher di riferimento. Il cartello dei “signori” della cocaina, dell’hashish e delle sostanze stupefacenti spacciate soprattutto nei week end e durante la Movida ad assuntori minorenni, era suddiviso in base ai rioni che divenivano per l’occasione autentiche piazze dello spaccio e luoghi dell’incontro tra la domanda e l’offerta.

    Così il rione Cappiello con un referente nominato dall’organizzazione criminale era conosciuta come la piazza della cocaina, mentre per l’hashish i ragazzi casertani e dei comuni limitrofi (come è emerso dall’ordinanza che ha condotto 23 pusher in arresto) quali Maddaloni e San Nicola La Strada, dovevano rivolgersi ai vettori del parco Falcone. Il Bronx, invece, era la centrale della marijuana.

    Nella foto Zampella, Viola, Roberto, Ciro, Antonio e Agostino Vergone

    COME AVVENIVA IL CONTATTO CON IL RIVENDITORE?  - Durante la Movida gli acquirenti che sostavano ore ed ore fuori ai bar del capoluogo contattavano telefonicamente il pusher di fiducia che per rivendere e piazzare la sostanza stupefacente era disposto anche ad offrire un servizio a domicilio, tipo quello della pizza da asporto.

    Dalle 297 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emergono anche ruoli e funzioni svolte da uomini, che secondo la Procura della Repubblica, sono vicini al clan Belforte. Uno di questi è proprio Giovanni Capone detto Zio Giannino già in carcere dopo l’operazione effettuata un anno fa contro i ras dei Mazzacane.

    LA PUSHER CHE SPACCIAVA SOTTO CASA – Dalle intercettazioni telefoniche sarebbe stato evidenziato dagli inquirenti anche il ruolo della pusher in gonnella, Rosa Zampella, la quale spacciava spesso proprio sotto la sua abitazione o presso l’immagine votiva della Madonna del rione Cappiello.

    “PORTAMI DUE… ANZI TRE PIZZE” – Gli acquirenti mediante due cornetterie e un bar di Caserta riuscivano a contattare il piazzista usando  telefonicamente sempre frasi criptate per ordinare la droga. I carabinieri sono riusciti a decriptarle ed individuare nel contempo anche gli avventori.

    Secondo quanto scoperto dai militari dell’Arma coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica, inoltre, a scegliere i locali e i bar casertani nei quali avvicinare gli acquirenti era Alessandro Motta, considerato dagli inquirenti “l’uomo della cocaina”.

    Max Ive

    PUBBLICATO IL: 4 giugno 2013 ALLE ORE 19:26