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    CASERTA – Nicola Garofalo si dà da fare: il palazzo del cugino Malatesta si candida ad ospitare le Poste di San Clemente


      Al pari della delegazione del comune, poi rilocalizzata in una scuola, anche questo servizio era erogato e, a quanto pare è ancora erogato, in un palazzo di proprietà del papà del simpatico Mimmo Vigliotti, grande esploratore dei sentieri d’oro che uniscono politica, pubblica amministrazione e imprenditoria assistita. CASERTA – In uno strato inferiore secondario e […]

    Nella foto, a sinistra Nicola Garofalo. A destra una strada della frazione San Clemente

     

    Al pari della delegazione del comune, poi rilocalizzata in una scuola, anche questo servizio era erogato e, a quanto pare è ancora erogato, in un palazzo di proprietà del papà del simpatico Mimmo Vigliotti, grande esploratore dei sentieri d’oro che uniscono politica, pubblica amministrazione e imprenditoria assistita.

    CASERTA – In uno strato inferiore secondario e il più delle volte invisibile dei rapporti tra pubblica amministrazione e settore privato abitano dei personaggi che grazie a queste relazioni sbarcano il lunario e anche qualcosa in più. Chiamarli faccendieri, beninteso nel senso letterale e non deteriore del termine non è molto preciso.

    Sono un qualcosa che galleggia tra i procacciatori di affari e, con tutto il rispetto per chi raccoglie fondi nelle feste religiose, i questuanti. Ben vestiti, consumano le loro giornate e la maggior parte a fare pubbliche relazioni ai tavolini di bar ben precisi, cioè di quei locali frequentati da taluni politici e da tal’altri imprenditori.

    A Caserta in tanti non conoscono, ma molti conoscono Mimmo Vigliotti. Fino a 2 anni fa aveva insediato il suo quartier generale ai tavolini del bar Margherita.

    Questo capitò, con il sottoscritto testimone oculare, fino a quando l’amministrazione Petteruti non dette il suo via libera all’acquisto delle panchine di metallo di Corso Trieste. Da allora Vigliotti non si vide più molto in giro.

    Tra le sue attività, vanno annoverate anche quelle relative ai cosiddetti Totem che contengono messaggi pubblicitari. Ma non finisce qui, dato che la famiglia di Mimmo Vigliotti, conosciuta e stimata nell’aria di Centurano e San Clemente, per anni ha affittato immobili di sua proprietà, precisamente di proprietà del papà macellaio di Mimmo Vigliotti, al comune di Caserta e a Poste Italiane.

    Dunque, due inquilini di un certo spessore e di una certa consistenza in termini di garanzie economiche, anche se, poi, quelle del Comune sono evaporate nella nota vicenda del dissesto.

    Ultimamente, proprio a causa del dissesto, il comune ha rescisso il contratto con Vigliotti senior che in un suo immobile ospitava la sede della delegazione di San Clemente, che si è andata a localizzare nel plesso scolastico di via Galatina, in una proprietà del Comune che dunque risparmierà molti quattrini dato che non dovrà più pagare il canone al proprietario.

    Ma anche la sede delle Poste sta per sbaraccare, abbassando significativamente le entrate della famiglia Vigliotti.

    A quanto si sa, la nuova sede andrebbe in un altro immobile più moderno, da poco costruito nella piazzetta di San Clemente dall’architetto Malatesta, che direttori di Casertace ben conoscono, dato che si tratta del cugino del sedicente capogruppo del Pdl al consiglio provinciale, Nicola Garofalo.

    Il nome di Malatesta è saltato fuori molte volte nel momento in cui Garofalo ha tentato di infilare qualcuno dei suoi nelle giunte comunali di Caserta e nelle giunte provinciali.

    Poi ha capito, evidentemente che poteva servirgli di più per mettere in piedi operazioni come queste. A quanto si sa Garofalo si sta muovendo molto, insieme all’assessore all’Urbanistica Peppe Greco per svolgere una funzione di moral suasion nei confronti di Poste Italiane affinchè la scelta ricada proprio sul palazzo di Malatesta.

    Statene certi: questa storia la seguiremo con particolarissima dedizione e con grande applicazione analitica, concetti che sono un po’ estranei alla cultura e alle attitudini del sedicente capogruppo del Pdl, ma che noi, missionariamente, ci impegniamo, in quella che appare una vera missione impossibile, ad iniettarglieli in una testa, impegnatissima, sin dai tempi dell’impianto lavaggio di Tredici, (altro argomento non sufficientemente approfondito), a elaborare idee molto secolari su come si fa il quattrino.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 13 settembre 2013 ALLE ORE 12:29