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    Caserta / Assolto l’imprenditore Carmine Diana, l’uomo del Pru di rione Vanvitelli


      In un luogo di liberali come questo, merita la prima pagina esattamente come la meritò nel giorno dell’arresto. E in questa sede va anche rimarcato che il sequestro del suo patrimonio fu revocato dal tribunale del Riesame e dalla corte di Cassazione CASERTA - E’ stata una lunga odissea, quella attraversata e subita dall’imprenditore […]

    Nella foto, l’imprenditore Carmine Diana

     

    In un luogo di liberali come questo, merita la prima pagina esattamente come la meritò nel giorno dell’arresto. E in questa sede va anche rimarcato che il sequestro del suo patrimonio fu revocato dal tribunale del Riesame e dalla corte di Cassazione

    CASERTA - E’ stata una lunga odissea, quella attraversata e subita dall’imprenditore casertano, originario di Casal di Principe, Carmine Diana.

    Un’odissea iniziata il 3 giugno 2010, quando fu colpito da un’ordinanza di arresto con l’accusa di riciclaggio.

    Carmine Diana è un imprenditore notissimo nella città capoluogo. Di lui ci siamo occupati in merito alle sue molte ragioni e ai suoi molti diritti non riconosciuti nella vicenda del Piano di Recupero Urbano di rione Vanvitelli. Il nome di Diana è legato a lavori importanti, come quelli fatti alla Basilica di Pompei, sulla tratta dell’alta velocità Napoli Roma e al nuovo palazzo di Giustizia di Napoli, nel centro Direzionale.

    Va da sé, dunque, che un arresto di questo livello a suo tempo fece rumore e legittimamente l’informazione diede ad esso grande rilievo.

    Il problema dell’informazione è che quando, poi, una vicenda giudiziaria ha un esito positivo per l’indagato e/0 per l’imputato, la cosa viene relegata, intruppata nelle notizie di fondo pagina. E questo, in un posto in cui si mastica dalla mattina alla sera liberalismo, qual è Casertace, non può essere assecondato. L’assoluzione di Carmine Diana, decisa dai giudici della Corte di Appello, merita, dunque, pari dignità rispetto alla notizia del suo arresto. Anzi, siccome l’arresto è una misura, sulla carta, solo cautelare, meriterebbe ancora più spazio e più battage mediatico.

    Diciamo, allora, che questa notizia dell’assoluzione può fare il paio speculare con quella della condanna a 2 anni e 8 mesi, rimediata da Carmine Diana, in primo grado.

    Insomma, l’imprenditore, parimenti all’ultimo dei carnefici, per noi era innocente quando fu arrestato, quando è stato condannato in primo grado e ora che è stato assolto non è più innocente di quanto lo fosse ai nostri occhi quando è stato condannato. Diciamo, in conclusione, che il nostro giudizio definitivo, come deve essere in uno Stato di diritto, lo daremo dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione o lo daremo qualora la procura generale della corte di Appello di Napoli dovesse decidere di non presentare ricorso agli ermellini del Palazzaccio.

    Per il momento, Diana merita la prima pagina, come la meriterebbe ogni poverocristo, come la meriterebbero tutti quelli, che sono finiti in carcere e che poi nei vari gradi di giudizio sono stati assolti.

    A latere della sentenza, va anche ricordato che il sequestro preventivo, decretato a suo tempo per i beni del patrimonio di Diana, è stato annullato dal Tribunale del Riesame e questa decisione è stata confermata dalla Sesta sezione della Corte di Cassazione.

    G.G.

     

     

    PUBBLICATO IL: 28 dicembre 2012 ALLE ORE 10:33