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    LE FOTO ESCLUSIVA. CASAL DI PRINCIPE, a scuola con i secchi d’acqua. Ma quale credibilità lo Stato vuol conquistarsi se non è in grado nemmeno di garantire i servizi minimi?


    Le anime belle dell’anticamorra si riempiono la bocca di slogan e delle solite frasi ad effetto. Ma facendo studiare i ragazzi di Casale in questo schifo, farete in modo che qualcuno il “sistema” dei clan lo rimpianga e lo desideri CASAL DI PRINCIPE – Quando i commissari di governo se ne andranno da Casal di […]

    Le anime belle dell’anticamorra si riempiono la bocca di slogan e delle solite frasi ad effetto. Ma facendo studiare i ragazzi di Casale in questo schifo, farete in modo che qualcuno il “sistema” dei clan lo rimpianga e lo desideri

    CASAL DI PRINCIPE – Quando i commissari di governo se ne andranno da Casal di Principe, magari per aprire la strada ad altri commissari di governo, di loro non rimarrà alcuna orma, alcuna traccia, se non il rituale bla bla ripetitivo e sterile intorno alla parola legalità.

    In loro si incarna lo Stato italiano e lo stato di diritto, e dovrebbero essere la punta avanzata della riappropriazione di un territorio governato per decenni dalla camorra.

    Beh, se uno Stato si riappropria del suo territorio dando questo esempio di inerzia, di incapacità a garantire servizi fondamentali, come quelli scolastici, allora, poi, non si può lamentare sul fatto che qualcuno a Casale, o più di qualcuno, dica che con la camorra certe cose non succedevano.

    Andatelo a dire ai genitori infuriati degli alluni della scuola media che a Casale lo Stato ora c’è. Se c’è, non lo vedono, dato che nei giorni scorsi sono stati costretti ad andar a ritirare dalle lezioni i loro ragazzi, per evitare che qualcuno si ammalasse di tubercolosi, di pleuriti

    Si possono vedere fotografie di questo genere nel 2013? E lo Stato, quale credibilità ritiene di guadagnarsi come punto di riferimento affidabile, garante dei servizi e del diritto nella terra più criminale d’Italia? Su queste cose dovrebbero interrogarsi i tanti che ancora oggi fanno dell’anticamorra un mestiere e non un’intelligente espressione testimoniale che abbia sempre davanti a se l’obbiettivo di un risultato concreto, tangibile e visibile.

    G.G.

     

     

    PUBBLICATO IL: 24 novembre 2013 ALLE ORE 18:11