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    CASAGIOVE / Per il carabiniere che uccise il ladro nella tabaccheria, si attende la decisione del giudice sull’archiaviazione


      Stamattina, mercoledì, l’udienza determinata dall’opposizione dei familiari del malvivente alla richiesta formulata dal Pm. Gli avvocati difensori Crisileo e Giaquinto: “E’ chiaro che si trattò di una fatalità”   CASAGIOVE – Alla fine dell’ udienza di stamattina,  mercoledì,  il Giudice per le Indagini Preliminari di Santa Maria Capua Vetere, il dott. Giuseppe Meccariello, si è […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Bevilacqua Santo e la tabaccheria di Casagiove rapinata

    Stamattina, mercoledì, l’udienza determinata dall’opposizione dei familiari del malvivente alla richiesta formulata dal Pm. Gli avvocati difensori Crisileo e Giaquinto: “E’ chiaro che si trattò di una fatalità”

     

    CASAGIOVE – Alla fine dell’ udienza di stamattina,  mercoledì,  il Giudice per le Indagini Preliminari di Santa Maria Capua Vetere, il dott. Giuseppe Meccariello, si è riservato di decidere sulla richiesta di archiviazione del Procuratore Aggiunto dott. Luigi Gay nei confronti di Pietro Iodice , il sottufficiale dei carabinieri, difeso dall’ avvocato Raffaele Gaetano Crisileo e dall’ avvocato Vittorio Giaquinto, imputato di omicidio colposo per aver esploso ed ucciso Bevilacqua Santo, il quarantatreenne di Santa Maria Capua Vetere il 24 luglio 2012.

    Intanto alla richiesta di archiviazione si sono opposti i familiari del defunto. ” Si è trattata di una mera fatalità e di un caso fortuito,  senza alcun nesso di causalità tra la condotta del militare e la morte del Bevilacqua, hanno sostenuto i difensori del militare, riportandosi alla consulenza balistica ed alla perizia medico legale“.

    Per la cronaca il 24 luglio dello scorso anno, alle prime ore del mattino, una pattuglia dei carabinieri di Caserta, allertati dalla centrale operativa, si portavano presso una rivendita di tabacchi di Casagiove dove erano in corsi dei lavori e dove  era stato segnalato un tentativo di furto. Sul posto i militari notavano la presenza di una persona all’interno del cantiere e quindi i carabinieri decidevano di entrare nel cantiere dove bloccavano ed arrestavano una prima persona che aveva degli oggetti di scasso tra le mani .

    Successivamente il sottufficiale Iodice, stando alla ricostruzione della Procura, s’imbatteva in un secondo uomo che era insieme con il suo complice; in quella circostanza a causa del buio,   gli partiva accidentalmente un colpo che  procurava la morte  del Bevilacqua  che
    decedeva poche ore dopo in Ospedale dove intanto veniva trasportato e dove gli venivano prestati i soccorsi.

    PUBBLICATO IL: 17 aprile 2013 ALLE ORE 18:34