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    CARMINE SCHIAVONE SHOW – Il boss pentito: il padre dell’assessora regionale Nugnes fu ucciso perchè aveva scelto Sandokan e non De Falco. Una riflessione di Casertace


      Tra le tante cose che l’incontinente collaboratore di giustizia ha dichiarato alla Gazzetta di Caserta, risalta quello relativo ad un delitto che, ancora oggi, è una ferita aperta per la famiglia dell’esponente della giunta Caldoro MONDRAGONE - Daniela Nugnes ha sempre mostrato una comprensibile riottosità quando le è stato chiesto di parlare della fine orribile […]

    Nelle foto, Antonio Nugnes e Carmine Schiavone

     

    Tra le tante cose che l’incontinente collaboratore di giustizia ha dichiarato alla Gazzetta di Caserta, risalta quello relativo ad un delitto che, ancora oggi, è una ferita aperta per la famiglia dell’esponente della giunta Caldoro

    MONDRAGONE - Daniela Nugnes ha sempre mostrato una comprensibile riottosità quando le è stato chiesto di parlare della fine orribile del padre Antonio, ucciso da Augusto La Torre e da un suo sicario nell’estate del 1990.

    Logica ed immediata l’interpretazione di questo atteggiamento: l’attuale assessore regionale all’Agricoltura, anche in base alla sua cifra caratteriale ha voluto preservare, conservare, proteggere, nel suo cuore almeno uno spicchio della memoria, non contaminato dal racconto, spesso morboso, purtroppo necessariamente impietoso di quell’episodio di sangue.

    Ordunque, il fatto che Carmine Schiavone, come scrive Marilena Natale nell’edizione di stamattina, giovedì della Gazzetta di Caserta abbia riaperto ancora quella ferita, avrà provocato un nuovo dolore all’assessora regionale, anche perchè nell’alternanza, delle versioni su un movente che i processi hanno chiarito, ma non fino al punto di associare la decisione di Antonio Nugnes di impedire l’affare della costruzione di una nuova clinica nella zona dell’Incaldana ad un suo coerente impegno per tenere lontani i clan dall’amministrazione della cosa pubblica, Carmine Schiavone ha detto che Antonio Nugnes era un uomo che “apparteneva a loro”.

    Ciò vuol dire che Nugnes, sempre secondo la tesi del pentito, aveva scelto di stare dalla parte della nuova generazione del clan dei Casalesi, aprendo una fase di tensione forte con il clan dei Chiuovi, cioè con i La Torre che si collegavano ancora alla generazione dei boss e dei ras, comandati da Nunzio De Falco.

    E se le parole di un pentito che viene creduto ed è stato creduto, purtroppo a macchia di Leopardo, cioè per alcune affermazioni sì e per altre no, non dicono nulla di nuovo sul movente che la verità processuale ha stabilito con certezza o con quasi certezza, dopo le rivelazioni-confessioni fatte dallo stesso Augusto La Torre, il 70enne Carmine Schiavone collega implicitamente il no opposto da Antonio Nugnes al progetto della clinica che stava a cuore ai Chiuovi al fatto che l’allora vicesindaco era schierato in appoggio, seppur non associativo, con la fazione avversa degli stessi La Torre.

    Il problema più serio di questa vicenda è quello che rischia di continuare a rappresentare una ferita per la figlia Daniela e che sarà difficile, se non impossibile cancellare queste ombre dalla memoria del suo genitore, perchè purtroppo dal processo non è che sia emersa una biografia che segnala una serie di atti e di azioni, operate da Antonio Nugnes in contrasto alla prepotenza criminale della camorra.

    Questo, seppur nulla stabilisce rispetto ad una eventuale contiguità, ad un’eventuale applicazione di quel senso di sussiego e di “rispetto” che la politica aveva in quegli anni nei confronti della camorra, purtroppo non stabilisce neppure che questo tipo di relazione più o meno funzionale o quantomeno emotivo esistesse tra il papà della Nugnes e i clan criminali.

    Questo articolo e la riflessione che vi è insita appartengono più che alla condotta del cronista a quello dello storico che cerca di capire, di interpretare, conoscendo sufficientemente i contesti, i retroterra che hanno determinato le azioni di quella stagione o di quelle stagioni di somma vergogna.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 5 settembre 2013 ALLE ORE 10:59