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    Falciano del Massico – Incontrare l’arte- “Voce, chitarra e amore”. Il talento musicale di Carmine Capasso messo “a nudo”. Un rapporto difficile con la sua Falciano


         Intervista al cantautore-chitarrista Carmine Capasso in esclusiva.  L’articolo sarà visibile sulla pagina facebook “INCONTRARE L’ARTE” (rubrica culturale di Casertace) a questo indirizzo https://www.facebook.com/incontrarelarte?fref=ts.   Con un mi piace alla pagina “INCONTRARE L’ARTE”, sarete aggiornati su tutti gli artisti e spettacoli che CASERTACE seguirà in futuro. di Walter De Rosa   FALCIANO DEL MASSICO-   “Allora dimostrami […]

    Carmine Capasso in concerto

     

    da sinistra, io (Walter De Rosa) con l’artista Carmine Capasso davanti al suo CD “il mio passo”; una foto di Carmine Capasso durante una sua esibizione con il gruppo “Fiocchi d’ Avena”

     

     Intervista al cantautore-chitarrista Carmine Capasso in esclusiva.

     L’articolo sarà visibile sulla pagina facebook “INCONTRARE L’ARTE” (rubrica culturale di Casertace) a questo indirizzo https://www.facebook.com/incontrarelarte?fref=ts.   Con un mi piace alla pagina “INCONTRARE L’ARTE”, sarete aggiornati su tutti gli artisti e spettacoli che CASERTACE seguirà in futuro.

    di
    Walter De Rosa

     

    FALCIANO DEL MASSICO-   “Allora dimostrami il terrore di amare”. Cantava così Carmine Capasso nel brano “Fiabe“, uno dei testi più rappresentativi della sua discografia. “Hai manipolato il teatro della vita mia”- aggiunge, calandosi in un imperterrito crescendo emotivo senza soluzioni di staticità. Nel testo, il racconto di una delusione, probabilmente, che solo la musica riesce a scongiurare. Un ossimoro di dolcissima agonia da cui scaturisce l’indole lirica dell’artista. Un pezzo di una “sensibilità” costante in cui è racchiuso l’intero mondo compositivo. Quando il “rock” diventa poesia, e la poesia diventa “rock“.

    Carmine Capasso non è soltanto questo. Un chitarrista eccezionale, versatile, dalla voce penetrante. Nella sua produzione, tematica amorosa e valorizzazione dell’importanza di un”rapporto con le persone” si insediano nella partitura, diventando fili rossi conduttori dell’esecuzione. Due linee di confine, due passaggi obbligati verso la comprensione totale e totalizzante” del composto capassiano. Ne viene fuori un cantautore attento e impegnato, mai sdrucciolevole, mai stucchevole, mai scontato, mai “di ripiego“.   Un talento a 360 gradi, quello di Capasso, giunto ad un livello di maturazione tale da potersi già liberamente definire “professionale“. Un geniale compositore ed esecutore, fortemente condizionato da un legame difficile con la sua terra d’origine, Falciano Del Massico, che, citando le sue parole, “prima lo ha alzato e poi lo ha buttato giù”. Un paese in cui, secondo quanto raccontato dall’autore, qualche titolare di bar non gli ha fatto attaccare locandine che annunciavano un suo debutto televisivo.

    Carmine Capasso al Sitar

     

    Non frequenta il conservatorio, perchè per lui l’esperienza sui palcoscenici di piazza, in quelle atmosfere ad alto impatto audio-visivo che gergalmente si chiamano “strade“, vale più di ogni scuola, più di ogni Accademia. “Oggi mi pento di non averlo frequentato, ma ora ho troppi impegni, non riuscirei a finirlo“- è stato il suo commento in merito.

    Carmine nasce a Caserta il 9 Giugno del 1989. A 12 anni inizia a studiare da autodidatta la chitarra, iniziando innumerevoli collaborazioni in diverse bands, maturando esperienza sul palco e una conoscenza poliedrica della musica. Nel 2008 pubblica il suo primo Ep, da lui interamente scritto ed arrangiato,”Immerso nel tuo mondo”. Subito dopo, inizia una collaborazione con Sasha Torrisi dei  “Timoria”, grazie al quale apre uno dei concerti del tour in Italia. Nel 2010 diventa la seconda voce durante il tour di Sasha Torrisi “Un nuovo me”, e partecipa attivamente alla preparazione del nuovo album. Prende parte a “Gli Effendi”, una tribute band di Rino Gaetano.

     

     

     

    Di seguito, la mia intervista a Carmine Capasso per la rubrica INCONTRARE L’ARTE (in grassetto le mie domande, in corsivo le risposte del musicista):

     

    –  Quando hai iniziato ad avvicinarti alla musica?

    “Mio padre è un assiduo ascoltatore di musica, fin da piccolo il mio bagaglio musicale era vastissimo. La vera esperienza non si fa in una scuola, ma in strada, osservando soprattutto i veri musicisti e imparando anche dagli errori.”

     

    – Quali sono i musicisti che hanno costituito i modelli del tuo percorso artistico?

    “Sono cresciuto a “pane e Led Zeppelin“. Per me i migliori cantautori italiani migliori , sono stati Ivan Graziani e Rino Gaetano. Per me Fabrizio De Andrè è stato un cantautore “fortunato“, che ha saputo circondarsi di bravi artisti.

    Ho un grande amore per Eugenio Finardi, Ivano Fossati, Walter Foini, Mario Musella.    Franco Battiato, ad esempio, secondo me è stato un grande sperimentatore. Nomi importanti nella mia vita sono stati Demetrio Stratos, il mio “guru” a livello canoro, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Lucio Battisti. Francesco Guccini dopo un po’ mi annoia ed è troppo di parte. Roberto Vecchioni è il vero poeta, mi ha stupito vederlo dal vivo. Come artisti stranieri, amo molto Cat Stevens, Jesse Colin young, i Beatles.”

     

    Capasso in uno dei suoi concerti

     

    – I temi delle tue canzoni? Cosa vuoi dire al tuo pubblico?

    In ogni brano, si può dare un’interpretazione diversa. Ad esempio, c’è una mia vecchia canzone si chiama “Io lo so“, molti pensano che sia una storia d’amore invece parla di un amico scomparso. Così come “Fiabe”, tra i miei pezzi più acclarati. Nell’ album “il mio passo”, affronto varie tematiche. Ad esempio, nel pezzo “Volo via” (singolo che si trova su MTV e Mediaset con un video dei registi Quirino di Stasio e Matteo di Tofano), racconto la condizione dei primi giorni per uno stile di vita completamente diverso da quello che facevo. Il mio rapporto col pubblico è schietto e diretto, grazie al mio carattere socievole e scherzoso. Ciò lo devo all’esperienza del teatro”

     

    –  Come vedi l’amore?

    “Per me il musicista è colui che parla d’amore senza sapere cosa sia. Non c’è nulla di logico nell’amore.”

     

    –  Cosa sono per te le emozioni?

    “Per me sono parte integrante del mio lavoro. Per emozionare, devo emozionarmi io stesso”. 

     

    –  Nelle tue opere, qual è il ruolo della figura femminile?

    “Non parlo della figura della donna, descriverla è molto difficile e in ciò era molto brano Ivan Graziani. Per me, la donna è parte integrante della vita di ogni uomo, io stesso non riuscire a stare lontano dalla mia donna, anche se spesso non riesco a stare insieme a lei per il mio lavoro costante nel mondo della musica”

     

    –  Il tuo sogno nel “cassetto” qual è? Nel tuo futuro, cosa c’è?

    “Non ho un obiettivo, il mio unico scopo è regalare emozioni alla gente. Passo intere giornate con i miei strumetni, alla ricerca di imparare nuove cose. Nel mio futuro, un nuovo cd di cui non voglio ancora svelare il nome”

     

     

    Casertace con la sua rubrica INCONTRARE L’ARTE (visibile alla pagina facebook  https://www.facebook.com/incontrarelarte?fref=ts) vi da appuntamento alla prossima intervista con il prossimo artista e a nuove recensioni di futuri spettacoli in giro per il territorio. Non perdete nulla


     Il video ufficiale della canzone “VOLO VIA” di Carmine Capasso diretto dai registi Quirino di Stastio e Matteo di Tofano 

    PUBBLICATO IL: 12 settembre 2013 ALLE ORE 17:01