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    I NOMI E LE FOTO Agg. 12.47 Camorra, usura targata Bifone / A strozzo al 15% al mese. 3 in carcere, c’è la sorella del boss. L’ELENCO DELLE RICCHEZZE MILIARDARIE SEQUESTRATE


    In calce ai nostri servizi IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DELLA DDA. Operazione dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, a Macerata campania. L’inchiesta è della Dda di Napoli Aggiornamento 12.47 - E’ finita in manette Angela Bifone, sorella di Antonio capo dell’omonimo clan camorristico di Portico di Caserta e attualmente detenuto al regime del 41 […]

    Nelle foto, da sinistra, Angela Bifone, suo marito Rocco Parretta e Antonio Russo

    In calce ai nostri servizi IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DELLA DDA. Operazione dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, a Macerata campania. L’inchiesta è della Dda di Napoli

    Aggiornamento 12.47 - E’ finita in manette Angela Bifone, sorella di Antonio capo dell’omonimo clan camorristico di Portico di Caserta e attualmente detenuto al regime del 41 bis, nel corso dell’operazione dei carabinieri che ha portato all’esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e al sequestro di beni per oltre 2 milioni di euro. I destinatari dei provvedimenti, emessi dal gip del Tribunale di Napoli ed eseguiti dai militari dell’Arma della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, sono: Rocco Parretta, marito di Angela Bifone e un loro collaboratore, Antonio Russo. I reati contestati sono estorsione e usura. Le indagini sono state avviate in seguito a un episodio di intimidazione nei confronti di un agricoltore che, il 13 agosto 2011, rinvenne all’esterno della propria abitazione un cacciavite conficcato nel portone di casa a cui erano attaccati una busta contenente un proiettile e un foglio di carta con frasi minacciose per costringerlo a pagare il prestito usuraio contratto con Parretta. Un episodio per il quale il cognato di Bifone è già stato condannato, in primo grado, alla pena di 8 anni di reclusione e a 12mila euro di multa.

    Le successive investigazioni, condotte con intercettazioni telefoniche e grazie alle dichiarazioni delle vittime, hanno svelato l’esistenza di almeno 60 episodi di usura attuati dai coniugi Parretta nei confronti di commercianti, imprenditori e artigiani di Portico di Caserta e comuni vicini. Una condotta criminale attuata anche grazie all’appartenenza alla famiglia camorristica da sempre affiliata al clan dei Belforte di Marcianise. Gli indagati pretendevano – si legge in una nota della Procura di Napoli – la restituzione del denaro praticando un interesse usuraio del 15% mensile sulla somma prestata e non esitavano a utilizzare minacce e violenze nei confronti di chi non riusciva a onorare le scadenze per la restituzione del denaro. Particolare sviluppo alle indagini è stato offerto dalla collaborazione delle stesse vittime che hanno collaborato con magistrati e carabinieri descrivendo in modo particolareggiato tutte le caratteristiche del prestito. Nel corso dell’operazione dell’Arma sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore di oltre 2 milioni di euro, tra cui 21 certificati di deposito e buoni fruttiferi, 13 conti correnti, due polizze vita, un appartamento a Riva presso Chieri (Torino), due locali commerciali a Curti

    Macerata Campania -Alle prime ore dell’alba è scattata l’operazione della DDA di Napoli eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere che ha portato all’arresto di tre affiliati al clan Bifone, operante tra Portico di Caserta e Macerata Campania. I Carabinieri hanno accertato che i tre, tra cui una donna, avevano messo in piedi un vasto giro di usura imponendo un tasso del 15% mensile, nonché perseguito una consistente attività estorsiva nei confronti di oltre 60 vittime della zona. Sequestrati anche beni mobili, immobili e conti correnti per un valore di circa 2 milioni di euro.

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

    PUBBLICATO IL: 29 ottobre 2012 ALLE ORE 14:00