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    CAMORRA / Saltano fuori altre estorsioni. Nuova ordinanza per Carminotto e i suoi 3 compari


      Destinatari del provvedimento del Gip del tribunale di Napoli su istanza della Dda, anche Iaiunese detto Carciofino, il figlio di Peppinotto Caterino e Maiello CASERTA - Nella mattinata di oggi, lunedì, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di […]

    Nelle foto, da sinistra, Carmine Schiavone e  Carmine Iaiuniese

     

    Destinatari del provvedimento del Gip del tribunale di Napoli su istanza della Dda, anche Iaiunese detto Carciofino, il figlio di Peppinotto Caterino e Maiello

    CASERTA - Nella mattinata di oggi, lunedì, i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di Carmine Schiavone, alias “Carminotto o Staffone”, attuale reggente del clan dei casalesi, figlio di Francesco Schiavone, alias “Sandokan” detenuto, ristretto presso la casa circondariale di Piacenza.

    Contestualmente è stata data esecuzione anche all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Napoli nei confronti di Carmine Iaiunese, alias “cariciofino”, nativo di Aversa, di 34 anni, ristretto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere,

    Francesco Caterino, nato a Caserta, di 24 anni, figlio di Giuseppe Caterino  alias “Peppinotto”, ristretto presso la casa circondariale di Napoli poggio reale e di Raffaele Maiello, alias “Centouno”, di Caserta, di 32 anni, ristretto presso la casa circondariale di Ariano Irpino .

    Le odierne misure cautelari sono state emesse in completa sintonia con il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, per estorsione e tentata estorsione in concorso, reati commessi al fine di agevolare il clan “dei casalesi”, per i quali i soggetti erano già stati sottoposti a fermo il 17 ed il 21 gennaio scorsi.

    PUBBLICATO IL: 4 febbraio 2013 ALLE ORE 19:09