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    IL VIDEO DURANTE GLI ARRESTI – TUTTI I NOMI E TUTTE LE FOTO – Camorra aggior. 12.31 / Retata contro il gotha del Clan Zagaria, gli arresti diventano 7. Ecco l’elenco degli imprenditori, vittime dei ras della primula rossa


    Stamattina, è finito in manette, anche il noto pregiudicato, conosciuto per il suo suggestivo soprannome: Gheddafi. Nonostante l’arresto del capo, avevano continuato a governare l’attività del clan dei Casalesi, attuando centinaia di estorsioni. Tra gli imprenditori assoggettati al pizzo, un costruttore di Casapesenna e un ristoratore, anche vicesindaco di San Marcellino (CLICCA QUI PER VEDERE IL […]

    Nelle foto, da sinistra Michele Fontana e Francesco Sabatino

    Stamattina, è finito in manette, anche il noto pregiudicato, conosciuto per il suo suggestivo soprannome: Gheddafi. Nonostante l’arresto del capo, avevano continuato a governare l’attività del clan dei Casalesi, attuando centinaia di estorsioni. Tra gli imprenditori assoggettati al pizzo, un costruttore di Casapesenna e un ristoratore, anche vicesindaco di San Marcellino (CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DELL’OPERAZIONE THUNDERBALL) IN CALCE AL LIVE IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DEFINITIVO DELLA QUESTURA DI CASERTA

    Aggiornamento ore 11.50 – Nell’operazione thunderball spunta anche il settimo uomo. I poliziotti della Squadra Mobile hanno, infatti, eseguito stamattina un provvedimento di fermo e, dunque di arresto, ai danni di Antonio Aquilone, altro personaggio noto nella galassia del clan dei Casalesi, fazione Zagaria.

    Nelle foto, da sinistra, Antonio Aquilone (il settimo uomo arrestato dopo gli altri), e Michele Barone, uno dei due con Fontana raggiunto dall’ordinanza, mentre si trovava già in carcere

    Aggiornamento ore 10 – Tra le vittime delle estorsioni figura anche un imprenditore di Casapesenna che, negli scorsi anni, si era aggiudicato l’appalto per la realizzazione di un complesso residenziale da 50 villette a Castel Morrone,  per un importo di 6 milioni di euro. Gli estorsori di Zagaria gli avevano imposto un ‘pizzo’ da 35mila euro di cui due tranche, per complessivi 20mila euro, erano state versate prima della cattura del boss. All’operazione ”Thunderball’ si e’ giunti anche grazie alle dichiarazioni rese dal collabortore di giustizia Salvatore Venosa, detto ‘o cucchiere”, a capo del clan dopo l’arresto dei vertici della cosca. Scoperto anche un tentativo di estorsione nei confronti di un ristoratore e vicesindaco di San Marcellino  a cui era stato chiesto il pagamento di 3mila euro, suddivise in tre rate di mille euro da versare nelle canoniche scadenze di Natale, Pasqua e Ferragosto.

    aggiornamento 8.01 –  Le sei ordinanze di custodia cauterale sono state notificate dalla squadra mobile di Caserta a Michele Barone, 38 anni, Michele Fontana, 41 anni, soprannominato ”o sceriffo”, Giorgio Pagano, 36 anni, Renato Piccolo, 39 anni, Costantino Diana, di 34 anni e Francesco Sabatino, di 42. Tra i destinatari delle misure restrittive emessa su richiesta della Procura Antimafia di Napoli figurano, come mandanti dei raid estorsivi anche elementi di spicco e fidati luogotenenti del boss Michele Zagaria, attualmente detenuti, come Barone e Fontana.

    Casapesenna - E’ in corso un’operazione della Squadra Mobile di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, finalizzata all’esecuzione di 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti esponenti del clan dei casalesi-gruppo Zagaria, in relazione ai reati di associazione mafiosa ed estorsione continuata aggravata dal metodo mafioso.

    Nelle foto, da sinistra, Costantino Diana, Giorgio Pagano, e Renato Piccolo

    Le indagini della Polizia di Stato hanno evidenziato come, nonostante l’arresto del boss Michele Zagaria, non si siano mai interrotte le attività estorsive nei confronti di imprenditori e commercianti a cui, dopo la cattura dello storico latitante, gli emissari del clan avevano ribadito che “nulla era cambiato” e che “dovevano mantenere gli impegni assunti con l’organizzazione”, riferendosi al pagamento dei ratei estorsivi non ancora versati. Le indagini hanno accertato come gli affiliati liberi continuino ad eseguire le direttive impartite, nonostante il regime di detenzione duro, da esponenti storici e di vertice del clan “dei casalesi” e che le somme raccolte tramite le estorsioni erano finalizzate al pagamento degli stipendi e delle spese legali ai familiari dei detenuti.

    CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO DEFINITIVO CON TUTTI I PARTICOLARI DELLA QUESTURA DI CASERTA

    PUBBLICATO IL: 3 ottobre 2012 ALLE ORE 11:55