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    TUTTI I NOMI E TUTTE LE FOTO – CAMORRA / Volevano distruggere con le bombe le caserme CC di S. MARIA C.V. e GRAZZANISE: 17 arresti


      L’indagine partì da una telefonata anonima giunta alla compagnia dei Carabinieri, il 2 agosto 2009. 10 esponenti al comando di Elio Diana, Cacciapuoti e Tucci già erano in carcere. 7, invece, a piede libero. QUI SOTTO IL LINK DEL COMUNICATO UFFICIALE DELLA DDA Importante il contributo del capitano Carpino e dei marescialli De Santis […]

    Nelle foto, da sinistra Alfonso Cacciapuoti, Elio Diana, Gioacchino Tucci

     

    L’indagine partì da una telefonata anonima giunta alla compagnia dei Carabinieri, il 2 agosto 2009. 10 esponenti al comando di Elio Diana, Cacciapuoti e Tucci già erano in carcere. 7, invece, a piede libero. QUI SOTTO IL LINK DEL COMUNICATO UFFICIALE DELLA DDA Importante il contributo del capitano Carpino e dei marescialli De Santis e Nero

     

    CLICCA QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO STAMPA DELLA DDA DI NAPOLI SULL’OPERAZIONE RISCATTO

    Aggiornamento 20.50 – All’operazione che è stata caratterizzata da 17 arresti di esponenti del clan dei Casalesi, avvenuta stamane, giovedì, hanno contribuito in maniera essenziale le indagini condotte dal Comandante della Comapgnia Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere Capitano Vincenzo Carpino, dal maresciallo Baldassare Nero e dal maresciallo capo Luigi De Santis attuale comandante della stazione Carabinieri di Grazzanise

     

    Aggiornamento 19.47 - E’ stata una telefonata anonima arrivata il 2 agosto del 2009 alla sala operativa dell’Arma a Santa Maria Capua Vetere , a dare il via alle indagini che questa mattina ha portato in carcere 17 appartenenti al gruppo operante tra Grazzanise e Santa Maria la Fossa e capeggiato da Alfonso Cacciapuoti, gia’ detenuto, riconducibile ai clan Zagaria e Schiavone. E’ una voce femminile mai identificata ad aprire uno squarcio inquietante: ”Il mio compagno – dice la donna – e’ stato incaricato dalla consorteria di Casale di piazzare una bomba sotto la caserma di Grazzanise e Santa Maria Capua Vetere”. L’avvertimento viene preso molto sul serio, visto che appena pochi giorni prima proprio i carabinieri di Grazzanise e Santa Maria Capua Vetere avevano decapitato con l’operazione ”Cento Passi” il gruppo Cacciapuoti fermando inoltre nella citta’ del Foro 22 componenti del clan Amato vicino ai Belforte di Marcianise. Colpi durissimi che le cosche volevano prontamente vendicare.

    Sotto controllo viene cosi’ messo il telefono di Romolo Del Villano, uomo di Cacciapuoti. Emergono cosi’ le decine di estorsioni realizzate a tappeto a tutti i commercianti della zona; Del Villano viene arrestato il 13 agosto 2012 per un’estorsione ad un imprenditore agricolo, nel frattempo i carabinieri sequestrano anche l’arsenale in dotazione al gruppo, tra cui 4 bombe carta molto potenti pronte ad essere piazzate fuori alle caserme dell’Arma. Ventisette gli episodi estorsivi consumati, in dieci casi gli imprenditori hanno collaborato solo dopo essere stati convocati in caserma e messi di fronte alle telefonate ricattatorie ricevute dagli emissari del clan. Sotto sequestro questa mattina anche una sala scommesse ubicata a Vitulazio e intestata alla 57enne Carmina Maria Scialdone, arrestata questa mattina, ritenuta prestanome di Caciapuoti. La Scialdone, e’ emerso dalle indagini, proprio in virtu’ di questa sua appartenenza al gruppo camorristico, ritirava alimenti nei supermercati del suo paese senza pagare.

    Insomma, 2 agosto. Una data evocativa, simbolica dato che proprio il 2 agosto del 1980 si consumò la peggiore strage terroristica della storia d’Italia: la bomba che provocò centinaia e centinaia di morti nella stazione di bologna.

     

     

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE- Un’autentica operazione di repulisti è stata quella organizzata ed eseguita, stamattina, giovedì, dai carabinieri, nei confronti di 17 presunti appartenenti al clan dei Casalesi. 

    I reati contestati sono associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione e detenzione illegale di armi ed esplosivi finalizzati ad agevolare le attivita’ criminali del clan. Dieci di loro si trovavano gia’ in carcere, uno ai domiciliari e gli altri erano a piede libero prima di questa mattina.

    L’indagine ha permesso di far luce anche su un attentato dinamitardo, mediante utilizzo di ordigni artigianali poi sequestrati, che esponenti della consorteria criminale stavano organizzando per colpire la stazione carabinieri di Grazzanise e la compagnia carabinieri di Santa Maria Capua Vetere

    Tre i nomi dei tre capizona inclusi nell’ordinanza: Elio Diana, Alfonso Cacciapuoti (reggente del clan a Sant’Andrea del Pizzone e Cancello ed Arnone) e Gioacchino Tucci. Numerosi gli episodi di estorsione ai danni di imprenditori locali, molti dei quali hanno collaborato con gli inquirenti una volta convocati in caserma. Durante l’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere coordinati dalla Procura di Napoli – pm Antonello Ardituro della Direzione Distrettuale Antimafia – e’ stato riscontrato nella disponibilita’ del clan un ingente quantitativo di armi da guerra e ordigni rudimentali.

    E’ stato anche eseguito un sequestro di una sala scommesse a Falciano del Massico di un indagato, esercizio commerciale gestito pero’ dal boss Cacciapuoti.

    Le armi sequestrate ai Casalesi dall’Arma

    PUBBLICATO IL: 7 marzo 2013 ALLE ORE 11:37