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    CAMORRA & POLITICA Non ce ne voglia l’avvocato Cantiello ma qualche bischerata al processo l’ha detta: al Senato si votò solo una mozione di sfiducia e non l’arresto di Cosentino. E poi, sull’apparentamento con Sebastiano Ferraro le cose andarono in maniera un po’ diversa


      Non stiamo seguendo con l’attenzione dovuta, a causa dei nostri mezzi limitati, il processo Il Principe e la ballerina. Ma quando leggiamo certi resoconti, conoscendo a menadito la politica della provincia casertana, avendoci lavorato sopra migliaia e migliaia di ore leggiamo delle autentiche cazzate che non possiamo fare a meno di precisare. CASAL DI PRINCIPE - […]

    Nella foto Cantiello, Ferraro e Russo

     

    Non stiamo seguendo con l’attenzione dovuta, a causa dei nostri mezzi limitati, il processo Il Principe e la ballerina. Ma quando leggiamo certi resoconti, conoscendo a menadito la politica della provincia casertana, avendoci lavorato sopra migliaia e migliaia di ore leggiamo delle autentiche cazzate che non possiamo fare a meno di precisare.

    CASAL DI PRINCIPE - Avevamo promesso ai nostri lettori che avremmo riflettuto sulle dichiarazioni rese nella tranche del processo, con rito ordinario, Il Principe e la ballerina, da Arturo Cantiello, che in questa circostanza ha parlato da testimone, dato che l’imputato ha scelto di farlo nell’altra tranche del processo, quello che si sta svolgendo a Napoli con rito abbreviato.

    Cantiello, avvocato penalista e per diverso tempo leader del Pd di Casal di Principe, ha affermato, rispondendo alle domande del Pubblico ministero della Dda, diverse cose importanti. La prima, quella di cui i giornalisti si sono occupati maggiormente, relativa a Nicola Cosentino, imputato nel rito ordinario a S. Maria C.V.

    Cantiello, in sostanza, ha sostenuto che Cosentino era così potente da riuscire a condizionare anche il voto di alcuni parlamentari del Pd. Questo sarebbe accaduto al Senato, ha detto Cantiello ,quando si è votato per l’autorizzazione all’arresto.

    Errore di ricostruzione madornale. Noi che siamo follemente innamorati della saga “Amici mie”, la chiameremmo volentieri una “bischerata”, ma siccome l’argomento è serio non ci applichiamo molto sui suoi elementi di qualificazione.

    Le due autorizzazioni all’arresto sono state votate entrambe a Montecitorio. Quel voto è stato a scrutinio segreto. Gli assenti del Pd erano del tutto irrilevanti per il suo esito, dato che solo la Lega Nord, con un voto compattamente contrario avrebbe potuto determinare l’approvazione del si all’arresto di Cosentino. Questo è successo sia nel caso della prima ordinanza, ora sfociata nel processo presieduto dal giudice Guglielmo, sia nel caso della seconda ordinanza, relativa proprio al Principe e alla scheda ballerina.

    Ineffetti per carpire che quella pronunciata da Cantiello non era proprio una bischerata al cento per cento, siamo dovuti andare un po’ indietro nel tempo, e ci siamo ricordati che, effettivamente, un voto, in Senato, su cCosentino,  lo ha espresso. Si trattava del voto sulla mozione di sfiducia, presentata proprio dal Pd in cui si chiedeva la rimozione di Cosentino dalla carica di sottosegretario all’economio. In quel caso, qualche assenza si registrò nei banchi di palazzo Madama all’interno del gruppo del Pd. Ma anche inquel caso non si trattò di assezne decisive, dato che il centro destra in cui abitava ancora un pur recalcitrante Gianfranco Fini, aveva numeri blindati anche a palazzo Madama. Ecco perchè, come racconta Cantiello, la Finocchiaro che certo non si può considerare un’amica di Cosnentino gli disse che quella questione specifica non era più all’ordine del giorno, dato che scalre quei numeri sarebbe stato impossibile.

    Dunque, questa storia di Cosentino che governa anche i voti del Pd in Parlamento, con tutto il rispetto dell’avvocato Arturo Cantiello, non sta molto in iedi.

    Seconda questione. L’apparentamento del Pd e il candidato sindaco arrivato al ballottaggio Sebastiano Ferraro che sfidava Cipriano Cristiano, per il quale certo la famiglia Schiavone e la famiglia Russo, di cui Arturo Cantiello era avvocato, non erano certo avversarie . Dalle dichiarazioni di quei giorni, di quel ballottaggio che seguimmo, ricordiamo bene che Ferraro ricevette delle pressioni politiche anche dall’allora consigliere regionale del suo partito, Nicola Ferraro, il quale, a sua volta, sarebbe stato sollecitato in una normale e legittima espressione di iniziativa politica, dall’allora segretario provinciale dle Pd Ubaldo Greco.

    Ferraro fu irremovibile. Niente accordo col Pd dato che riteneva che Arturo Cantiello, anche per i suoi impegni professionali che lo legavano alla famiglia Russo, quella di Peppe o’ padrine per intenderci, quella dei parenti di Cosentino, per intenderci ancora di più, non sarebbe stato un alleato fedele.

    Quello che è capitato dopo, ma anche quello che era capitato prima, la dice lunga sul grado di affidabilità politica dei Cantiello, dato che quest’ultimo, nell’udienza di giovedì, ha ammesso candidatamene di aver compiuto dei brogli elettorali, inserendo nell’urna schede già votate sia al primo turno, ma soprattutto al secondo turno, quando dai esponente del Pd , dopo aver fallito l’accordo con Sebastiano Ferraro , non se ne è stato certo buono, magari votando per simpatia Cipriano Cristiano, ma in maniera riservata. No, ha inserito altre schede false nell’urna votate Cipriano Cristiano. Insomma, l’avvocato Cantiello era motivatissimo sulla sponda di Cristiano.

    Questo ha detto, o ha anche detto, l’udienza di giovedì scorso,  come sempre maltrattata e raffazzonata dalla indecorosa pubblicistica corrente di queste contrade.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 15 giugno 2013 ALLE ORE 12:25