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    Ecco come Setola voleva ammazzare i suoi fedelissimi Alessandro Cirillo e Giovanni Letizia, che poi diventarono tra i suoi principali killer. 4 nuove ordinanze


    L’agguato doveva avvenire a Villa di Briano, dove per i due era pronta una trappola tesa da Alfiero, Di Bona e Granato. DOPO IL VIDEO IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA DDA GUARDA IL VIDEO A conclusione deIle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in relazione all’agguato, organizzato in Villa di Briano  tra il marzo […]

    Nelle foto da sinistra, Alessandro Cirillo e Giovanni Letizia

    L’agguato doveva avvenire a Villa di Briano, dove per i due era pronta una trappola tesa da Alfiero, Di Bona e Granato. DOPO IL VIDEO IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA DDA

    GUARDA IL VIDEO

    A conclusione deIle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, in relazione all’agguato, organizzato in Villa di Briano  tra il marzo e I’aprile del 2008 ai danni di CIRILLO Alessandro e LETIZIA Giovanni, i Carabinieri del NucIeo Operativo deIIa Compagnia di Casa1 di Principe hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di NapoIi, nei confronti di quatho affiliati al “rlnn dei cnsnlesi”, tra i quali il boss Giuseppe SETOLA, ritenuti tutti responsabili de1 duplice tenlnto anzicidio e porto nbusizio di armi, delitti nggrnunti dal nzefodo nznfioso e dnllnfinnli tri di agevolare il clan dei cnsnlesi, fazione BID OGNETTI.

    Nelle foto, da sinistra, Massimo Alfiero, Metello Di Bona, Davide Granato e Giuseppe Setola

    La misura cautelare della custodia in carcere è stata notscata a:
    – SETOLA Giuseppe, alias “o cecnlo”, classe ’70 (già detenuto), quale mandante;
    – ALFIERO Massimo, alias “o cnp~itfo”, classe 72′ (già detenuto), quale organizzatore e co-
    esecutore materiale;
    – DI BONA MetelIo, classe 70′ e GRANATO Davide, classe 75′ (già detenuti). quali
    agevolatori e co-esecutori.
    L’agguato, autorizzato da Giuseppe SETOLA, si sarebbe dovuto consumare presso l’abitazione ubicata in Villa di Briano (CE), via Virgilio 26, ove le vittime erano state invitate per inconbarsi con ALFIERO Massimo, luogo ove i correi avevano predisposto la loro eliminazione o, in alternativa, qualora non fosse stato possibile ucciderli all’interno delIa dimora, agendo anche all’esterno sulla pubblica via; erano infatti presenti due gruppi di fuoco, uno all’interno dell’abitazione e uno all’esterno, e nel piano si prevedeva, una volta assassinate le vittime, di occultare il luogo dell’esecuzione, gettando altrove i corpi e darli alle fiamme.

    PUBBLICATO IL: 13 novembre 2012 ALLE ORE 12:31