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    AGG.12.10 CAMORRA. Sigilli al tesoro del clan Mallardo anche nel casertano


      L’operazione ha portato al sequestro di unità immobiliari, autoveicoli, rapporti bancari, azioni. Capitali investiti anche nel Nord Est Agg 12,09 – Il patrimonio e’ riconducibile a un gruppo di imprenditori vicini al Clan Mallardo I risultati di tali investigazioni, quindi, sono stati partecipati al Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, il quale, […]

     

    L’operazione ha portato al sequestro di unità immobiliari, autoveicoli, rapporti bancari, azioni. Capitali investiti anche nel Nord Est

    Agg 12,09 – Il patrimonio e’ riconducibile a un gruppo di imprenditori vicini al Clan Mallardo I risultati di tali investigazioni, quindi, sono stati partecipati al Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, il quale, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, ha disposto il sequestro di: patrimonio aziendale e relativi beni di n. 8 societa’, con sede nelle provincie di Roma e Napoli, di cui 4 operanti nel settore della costruzione di edifici, 1 in quello della compravendita di immobili, 3 nel commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico; quote societarie di 4 societa’, con sede nelle provincie di Napoli e Caserta, di cui 1 operante nel settore della costruzione di edifici, 1 in quello della compravendita di immobili, 1 nel settore della locazione di immobili e 1 nel commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico; 152 unita’ immobiliari (fabbricati e terreni), site in Roma e nelle provincie di Roma, Napoli eCaserta; 14 autoveicoli; numerosi rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni, per un valore complessivo di stima dei beni sottoposti a sequestro pari ad oltre 44 milioni di euro. Le operazioni in parola, aventi valenza strategica rispetto all’aggressione ai patrimoni accumulati dalle consorterie criminali, al fine di contrastare l’immissione di denaro di provenienza illecita nei circuiti legali dell’economia, hanno comportato l’impiego di oltre cento finanzieri nel Lazio e in Campania. Aggredire i patrimoni illecitamente accumulati dalle “mafie” significa fargli perdere prestigio all’interno del proprio ambiente delinquenziale, privandole del fondamentale strumento di condizionamento delle realta’ socio economiche, tradizionalmente occupate e soffocate dall’indisturbata presenza delle loro risorse e del loro controllo.

    AGG. 10.11 - I tre imprenditori, per conto del clan Mallardo, reimpiegavano i proventi delle molteplici attivita’ delittuose del clan medesimo. L’operazione segue i sequestri avvenuti pochi mesi fa nei confronti dei fratelli Dell’Aquila prima e dei fratelli Ascione poi. Gli accertamenti patrimoniali hanno permesso di ricostruire un vero e proprio gruppo imprenditoriale, composto da diverse societa’, attraverso le quali i tre hanno effettuato ingenti investimenti, principalmente nel settore delle costruzioni edilizie nonche’ in quello della distribuzione di combustibile per uso domestico, il tutto per conto del clan Mallardo.

    Grazie ai collaboratori di giustizia e’ stato appurato che i mutui, utilizzati per effettuare investimenti camorristici, venivano accesi solo per creare una giustificazione apparentemente lecita all’apporto di denaro liquido. Questo ha consentito al gruppo di mimetizzarsi col tessuto sociale e economico legale, soprattutto nelle zone situate nell’area nord-est della Capitale. Investimenti immobiliari sono stati infatti effettuati soprattutto nell’area della Capitale e nei comuni a ridosso della stessa (Fonte Nuova, Mentana, Guidonia Montecelio, Monterotondo e Sant’Angelo Romano), oltre che in alcuni comuni della provincia di Napoli, servendosi, per tale scopo, di soggetti giuridici spesso intestati a prestanome. Partendo da questo il Gico di Roma ha sviluppato 94 accertamenti economico-patrimoniali, nei confronti di altrettante persone fisiche e giuridiche, finalizzati all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati. La holding criminale aveva accumulato un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, del tutto incongruente con il modesto profilo reddituale emergente dalle dichiarazioni dei redditi. Il sequestro ha riguardato 8 societa’ con sede a Roma e a Napoli, quote societarie di 4 societa’ di Roma e Caserta, 152 unita’ immobiliari (fabbricati e terreni), a Roma e nelle provincie di Roma, Napoli e Caserta; 14 autoveicoli, numerosi rapporti bancari, postali, assicurativi e azioni.

     

    CASERTA - Come dimostrato dalle investigazioni delle Fiamme Gialle, sono stati infatti effettuati significativi investimenti immobiliari-edilizi, soprattutto nell’area della Capitale e nei comuni a ridosso (Fonte Nuova, Mentana, Guidonia Montecelio, Monterotondo e Sant’Angelo Romano), oltre che in alcuni comuni della provincia di Napoli, servendosi, per tale scopo, di soggetti giuridici spesso intestati a prestanome.

    I risultati delle indagini, quindi, sono stati comunicati al Tribunale di Roma-Sezione Misure di Prevenzione, che su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha disposto il sequestro del patrimonio aziendale e relativi beni di otto societa’, con sede nelle provincie di Roma e Napoli, di cui quattro operanti nel settore della costruzione di edifici, uno in quello della compravendita di immobili, tre nel commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico.

    Sequestrate inoltre quote di quattro societa’, con sede nelle provincie di Napoli e Caserta, di cui una nel settore della costruzione di edifici, una in quello della compravendita di immobili, una nel settore della locazione di immobili e una nel commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico; 152 unita’ immobiliari (fabbricati e terreni) a Roma e nelle provincie di Roma, Napoli e Caserta; 14 autoveicoli; numerosi rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni, per un valore complessivo di stima dei beni sottoposti a sequestro pari ad oltre 44.000.000 di euro. Le operazioni hanno comportato l’impiego di oltre 100 finanzieri nel Lazio e in Campania.

    PUBBLICATO IL: 14 gennaio 2014 ALLE ORE 8:58