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    CAMORRA / Il principe e la (scheda) ballerina – Contro Cosentino e altri 20 ammessa la costituzione di parte civile della presidenza del Consiglio e del Viminale


        Lo ha deciso il presidente Orazio Rossi. Relativamente ai reati di associazione camorristica e corruzione ammessa la costituzione della presidenza del Consiglio, per il reato di brogli elettorali,  per il quale Cosentino non è imputato, ammessa la costituzione del ministero degli Interni. Oggi in aula anche Gaetano Iorio   SANTA MARIA CAPUA VETERE […]

     

    Nelle foto, Nicola Cosentino ed Enrico Letta

     

    Lo ha deciso il presidente Orazio Rossi. Relativamente ai reati di associazione camorristica e corruzione ammessa la costituzione della presidenza del Consiglio, per il reato di brogli elettorali,  per il quale Cosentino non è imputato, ammessa la costituzione del ministero degli Interni. Oggi in aula anche Gaetano Iorio

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - Sono stati ammessi come parte civile, nel processo a carico dell’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino e altri 20 imputati scaturiti dall’indagine ‘Il principe e la (scheda) ballerina’, il Ministero dell’Interno e la presidenza del Consiglio dei Ministri. A deciderlo questa mattina, mercoledì e’ stato il giudice Orazio Rossi del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella quarta udienza, dopo le questioni di presunta illegittimita’ della costituzione sollevate dagli avvocati difensori di Cosentino, Agostino De Caro e Stefano Montone, e dal legale di Nicola Di Caterino, Giuseppe Stellato.

    Il giudice Rossi ha precisato che per i reati di associazione camorristica e corruzione a’ stata ammessa solo la Presidenza del Consiglio dei Ministri in quanto lo Stato impegna risorse per contrastare la criminalità  organizzata. Mentre per il reato relativo ai brogli delle consultazioni elettorali al comune di Casal di Principe, reato di cui devono rispondere gli ex amministratori del Comune, imputati nel processo, e’ legittima la costituzione di parte civile da parte del Ministero dell’Interno in virtu’, anche, di un danno di immagine. In aula non era presente l’ex deputato del Pdl, dal 15 marzo in carcere, accusato di corruzione e reimpiego di capitali illeciti aggravati dal metodo mafioso e per concorso esterno in associazione camorristica.

    Era presente, invece, visibilmente dimagrito, l’imprenditore Gaetano Iorio, nonno del quattordicenne Emanuele Di Caterino ucciso un mese fa in una rissa ad Aversa. Nel processo sono contestati ai 21 imputati, dal pm Antonello Ardituro, i reati di associazione camorristica, riciclaggio, corruzione e falso.

    PUBBLICATO IL: 8 maggio 2013 ALLE ORE 17:36