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    ESCLUSIVA TUTTI I NOMI E LE FOTO, CAMORRA – IL PIZZO DI ZAGARIA, carcere per 5 ras dei Casalesi. Nuova ordinanza anche per il super boss. Dopo l’arresto di Carmine Schiavone gli imprenditori denunciano gli estorsori


      L’operazione eseguita dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe di Massimiliano Ive AGG.12.55 - L’operazione eseguita dai carabinieri della Compagnia di Casal Di Principe diretta dal capitano Centola, che si è conclusa stamane, martedì, è stata caratterizzata dall’esecuzione di un’ordinanza di custodia cauterale per 5 estorsori del clan dei Casalesi […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Barone, Di Martino, Garofalo, Zagaria

    L’operazione eseguita dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe

    di Massimiliano Ive

    AGG.12.55 - L’operazione eseguita dai carabinieri della Compagnia di Casal Di Principe diretta dal capitano Centola, che si è conclusa stamane, martedì, è stata caratterizzata dall’esecuzione di un’ordinanza di custodia cauterale per 5 estorsori del clan dei Casalesi facente capo a Michele Zagaria. Oltre al nuovo ordine di carcerazione emesso a carico  del capo dei capi di Casapesenna, i pm della Dda hanno chiesto ed ottenuto dall’ufficio del Gip del tribunale di Napoli, la misura coercitiva in carcere per 4 esponenti criminali accusati tutti di estorsioni agli imprenditori edili dell’agro aversano e anche ad un imprenditore agricolo.

    Il provvedimento emesso coinvolge volti e nomi già noti del clan dei Casalesi che sono detenuti in carcere. Stiamo scrivendo di:

    Giovanni Garofalo 41 anni

    Michele Cervo 35 anni

    Michele Barone 40 anni

    Nicola Di Martino 44 anni

    L’inchiesta dei carabinieri coordinati dai pm della Dda, riguarda un nuovo filone che tra origine dagli arresti eseguiti poco più di un anno fa e che descrive nel dettaglio il sistema estorsivo degli uomini di Zagaria. I nuovi episodi criminali risalirebbero agli anni 2005 -2012.

    Secondo quanto emerge dalle indagini, gli imprenditori, vittime di estorsioni, avrebbero denunciato i ras di Zagaria, subito dopo l’arresto del boss Carmine Schiavone. Ciò significa che la società civile e i rappresentanti dell’economia locale hanno acquisito fiducia nello Stato, proprio a seguito delle brillanti operazioni dei repulisti che stanno tentando di bonificare il territorio fino a qualche tempo fa, feudo indiscusso dei Casalesi.

     

     

    CASAPESENNA – SAN CIPRIANO - Nelle prime ore della mattinata di oggi, martedì nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli-Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe e della Stazione di San Cipriano d’Aversa hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, con la misura coercitiva del carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 5 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, di estorsioni e tentate estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

    L’attività di indagine ha consentito di individuare in Michele Zagaria, anch’egli destinatario dell’odierno provvedimento, il mandante dell’attività delittuosa – all’epoca lo Zagaria era capo dell’omonima fazione – e negli altri indagati i materiali esecutori.

    Le misure cautelari seguono analoghi provvedimenti, eseguiti il 28 marzo e il 3 maggio 2013, in cui venivano contestati altri episodi estorsivi al medesimo sodalizio criminale.

    L’attività investigativa, avviata nel gennaio 2013, ha permesso di ricostruire numerosi episodi estorsivi, commessi dal 2004 al 2012, per conto del clan dei casalesi-fazione Zagaria ai danni di imprenditori della provincia di Caserta.

    Le richieste di “pizzo” venivano spesso rateizzate nel corso dell’anno, con importi che variavano dai 2.000 ai 20.000 euro. Gli affiliati esercitavano un controllo capillare del territorio, venendo a conoscenza tempestivamente di ogni appalto pubblico e dei lavori privati eseguiti dalle varie imprese, anche fuori provincia,e formulando immediatamente la richiesta di denaro.

    Nel corso dell’attività di indagine, si è registrata la collaborazione di diversi imprenditori che hanno acquistato fiducia nelle Istituzioni, iniziando a denunciare gli episodi di cui erano stati vittime.

    PUBBLICATO IL: 28 gennaio 2014 ALLE ORE 12:11