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    CAMORRA – Fatture false e clienti ignari. Anche gli Uffizi di Firenze legati al clan dei casalesi


          Assicuravano ai propri clienti prezzi stracciati grazie a fatture false. I committenti erano ignari di avere a che fare con aziende legate alla camorra Hanno eseguito lavori di ristrutturazione in subappalto per il progetto dei Grandi Uffizi a Firenze, per un importo di diverse centinaia di migliaia di euro, ristrutturato la villa […]

     

     

    Nella foto i Grandi Uffizi di Firenze

     

    Assicuravano ai propri clienti prezzi stracciati grazie a fatture false. I committenti erano ignari di avere a che fare con aziende legate alla camorra

    Hanno eseguito lavori di ristrutturazione in subappalto per il progetto dei Grandi Uffizi a Firenze, per un importo di diverse centinaia di migliaia di euro, ristrutturato la villa in Chianti di Sting e hotel di lusso, nonchè, castelli nelle campagne toscane.

    Fino a che non sono state scoperte dalla Guardia di Finanza: due ditte edili dell’Aretino legate a doppio filo alla camorra, che si assicuravano una patente di legalita’ grazie a prestanome incensurati. Sei gli arresti eseguiti ieri, dalle Fiamme gialle, che hanno sgominato il gruppo criminale che le gestiva, sequestrando anche beni per 11,3 milioni di euro.

    In tutti i casi, i clienti sono risultati non a conoscenza di avere a che fare con aziende legate alla camorra, gestite di fatto da Giovanni Potenza, 62 anni, esponente della nuova camorra organizzata trasferitosi nel Valdarno dalla Campania circa 20 anni fa. Risulta tra i sei arrestati dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria, in esecuzione di misura cautelare in carcere disposta dal gip su richiesta del sostituto procuratore della Dda di Firenze Tommaso Coletta.

    I sigilli sono scattati per beni nella disponibilita’ degli indagati, tra cui 30 immobili nelle province di Arezzo e Caserta, 14 terreni in provincia di Arezzo, 17 veicoli, 27 rapporti bancari e postali, oltre a quote di quattro societa’ con sede in Toscana e Campania.

    In quasi due anni di indagini, partite a seguito di accertamenti fiscali e delle dichiarazioni di 11 collaboratori di giustizia, le Fiamme gialle hanno calcolato che le due ditte edili gestite da Potenza hanno evaso dal 2007 al 2012 oltre 3 milioni di tasse grazie alla creazione di costi fittizi, ottenuti grazie a un giro di 10 milioni di euro di fatture false.

    Queste venivano create avvalendosi della collaborazione di otto societa’ cartiere con sede in Campania ed in provincia di Modena, riconducibili a tre prestanome, due dei quali legati al clan dei Casalesi. Per evitare problemi con la legge, le fatture venivano effettivamente pagate dalle due aziende edili. I pagamenti venivano restituiti in un secondo momento in contanti o attraverso assegni circolari.

    Parte del denaro, il 4% del valore delle transazioni, veniva corrisposto dalle societa’ cartiere a esponenti del clan dei Casalesi. In questo modo l’organizzazione criminale inquinava il mercato economico toscano poiche’, grazie al denaro risparmiato evadendo le imposte, le ditte potevano praticare prezzi piu’ bassi rispetto a quelli della concorrenza, cosi’ da aggiudicarsi lavori presso soggetti pubblici e privati.

    Si presentavano con le carte in regola, con tanto di certificazione antimafia, e rispettavano sempre gli standard qualitativi richiesti dai committenti dei lavori.

    Tanto che una delle imprese, come spiegato dalla responsabile del progetto Alessandra Marino, figura ancora tra quelle attive sul cantiere dei Grandi Uffizi: “L’altra invece ha svolto lavori in subappalto ma ora non c’e’ piu’ – afferma -. Ogni volta che arriva una ditta nuova – facciamo i controlli previsti ed acquisiamo la documentazione, anche antimafia, prevista per legge. Per sicurezza ho dato mandato ai miei uffici di ricontrollare tutte le aziende presenti”. 

    PUBBLICATO IL: 15 gennaio 2014 ALLE ORE 20:36