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    CAMORRA / Estorsioni alla lavanderia della clinica Pineta Grande di CASTEL VOLTURNO: la minaccia di Oreste Spagnuolo


        Fuori all’Holiday Inn un’autista della ditta American Laundry venne fermato dal ras dei Casalesi e avvertito. I cassieri del clan: il ras locale Pasquale Morrone e Luigi Guida CASTEL VOLTURNO - E’ il collaborante di giustizia Michelangelo Mazza, nell’interrogatorio del 16 novembre del 2010, a raccontare le fasi dell’alleanza tra Casalesi e napoletani che portera’ piu’ […]

     

    Nella foto, l’arresto di Oreste Spagnuolo

     

    Fuori all’Holiday Inn un’autista della ditta American Laundry venne fermato dal ras dei Casalesi e avvertito. I cassieri del clan: il ras locale Pasquale Morrone e Luigi Guida

    CASTEL VOLTURNO - E’ il collaborante di giustizia Michelangelo Mazza, nell’interrogatorio del 16 novembre del 2010, a raccontare le fasi dell’alleanza tra Casalesi e napoletani che portera’ piu’ clan a estorcere denaro a un imprenditore titolare dell’American Laundry, ditta specializzata nei servizi per la biancheria ospedaliera. “Ho assistito all’incontro tra mio zio e Luigi Guida – dice in un verbale allegato all’ordinanza di custodia cautelare per 12 persone firmata dal gip Toscano – subito dopo la sua scacerazione, tra il 2002 e il 2003″.

    “Questi chiari’ che mio zio non aveva avuto nessun ruolo nella faida di Secondigliano che vedeva contrapposti Tolomelli e Vastarella e il clan Misso e Pirozzi negli anni Novanta – racconta il pentito – Guida ci tenne a ringraziare il nostro gruppo per non aver toccato la sua famiglia che si trovava nella Sanita’. In quella circostanza si pose a disposizione del clan. Noi non avevamo interessi a iniziare un conflitto con i Casalesi anche se avevamo saputo di alcuni episodi. I nostri veri nemici erano i Licciardi. Nel 2002 mi recai a casa di Guida a Salita Principe, lo trovai con 10 persone armate perche’, disse, aveva fatto un percorso un po’ pericoloso per arrivare a casa. Mandai poi a dire che avremmo comunque gestito noi le estorsioni sul nostro territorio suscitando quasi un’offesa parte sua, ma da allora i nostri rapporti sono diventati piu’ stretti e di collaborazione”.

    Nell’ambito di questa collaborazione s’inquadra l’estorsione all’American Laundry “gia’ sottoposta a pizzo da diverse organizzazioni. Prima dell’intervento del Guida la lavanderia non garantiva costanza nei pagamenti di pizzo e richiedeva continue intimidazioni tradottesi anche nel blocco dei furgoncini presso gli ospedali. Il problema veniva risolto rivolgendoci a Guida, cosi’ venimmo a sapere che pagava i Casalesi”. Un altro pentito, Oreste Spagnuolo, nel 2010 spiega ai pm: “Nel periodo estivo del 2001 individuai il furgone dell’American Laundry in prossimita’ dell’hotel Holiday Inn a Pinetamare, lo fermai e intimai all’autista di andare via e di non fare piu’ ritorno se prima i titolari della ditta non si fossero messi a posto con i clan Bidognetti. Prima di me Giosue’ Fioretto aveva il compito di mettere nelle mani di Pasquale Morrone o di Luigi Guida i soldi”. Anche Emilio Di Caterino, come Spagnolo ex affiliato ai Casalesi conferma che “l’American Laundry svolgeva servizio presso la clinica Pinetagrande e quindi doveva mettersi a posto con noi”.

    PUBBLICATO IL: 15 febbraio 2013 ALLE ORE 12:45