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    TUTTI I NOMI Agg. 13.16 Camorra / Chiesero 20mila euro ad un imprenditore edile. Ordinanza per l'ex soldatessa e altri tre


    L’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Dda ed eseguita dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa PARETE – Nella mattinata di oggi, lunedì, i carabinieri del N.O.R.M. del Reparto Territoriale di Aversa  e della Stazione di Parete hanno eseguito quattro ordinanze cautelari emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, per i […]

    Nelle foto, da sinistra, Laura Titta, Bartolomeo Vitiello e Metello di Bona

    L’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Dda ed eseguita dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa

    PARETE – Nella mattinata di oggi, lunedì, i carabinieri del N.O.R.M. del Reparto Territoriale di Aversa  e della Stazione di Parete hanno eseguito quattro ordinanze cautelari emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, per i delitti di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione del clan dei casalesi.
    Il provvedimento si inquadra nel contesto dell’articolata attività d’indagine, sviluppata fra il2008 ed il 2010, con la quale fu ricostruita l’azione della fazione “Bidognetti” del clan dei casalesi, operante nei comuni dell’agro aversano e sul litorale domitio, diretta dal reggente Giuseppe Setola.
    Nello specifico caso, le indagini, condotte con metodologie tradizionali e con l’ausilio determinante delle intercettazioni ambientali e telefoniche, successivamente riscontrate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno permesso di documentare, circostanziando le condotte dei singoli indagati, due episodi estorsivi in danno di un imprenditore edile verificatisi a Parete  nel 2008. Quest’ultimo, in procinto di realizzare un complesso immobiliare costituito da 20 appartamenti ed una villetta, si era visto richiedere, dagli indagati tratti in arresto, a nome e per conto del clan dei casalesi, la tangente estorsiva di 20.000 euro.
    Fra gli arrestati spicca la figura di Laura Titta, già volontaria dell’Esercito Italiano, congedata dopo il suo arresto, avvenuto il 15 giugno 2011 nell’ambito della medesima attività d’indagine, per aver favorito la latitanza di Emilio Di Caterino.
    Titta, che all’epoca dei fatti contestati era fidanzata con un affiliato al clan dei Casalesi detenuto -Giovanni Mola, poi divenuto collaboratore di giustizia – durante un colloquio in carcere con quest’ultimo, aveva ricevuto e recapitato all’esterno il “pizzino” col quale veniva incaricata, unitamente a Vitiello di portare a termine l’estorsione prima del periodo natalizio.

    –I soggetti raggiunti dal provvedimento restrittivo sono:
    Laura Titta, nata a Napoli di 27 anni;
    Bartolomeo Vitiello, nato a Villaricca di 31 anni;
    Lorenzo Griffo, nato a Villaricca di 32 anni;
    Metello Di Bona, nato a Casal di Principe di 43

    PARETE - I Carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, nei confronti di quattro soggetti ritenuti responsabili di estorsione, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il sodalizio camorristico “dei casalesi” – gruppo Bidognetti.

    L’odierno provvedimento è il risultato di un’attività d’indagine che ha consentito di ricostruire i ruoli e le condotte dei singoli indagati, documentando le riscossioni dei ratei estorsivi in danno di un imprenditore edile di Parete nell’anno 2008.

    PUBBLICATO IL: 11 febbraio 2013 ALLE ORE 12:27