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    CAMORRA & POLITICA. Enrico Parente: dall’opposizione all’elezione, dalla protesta di Ferrandelle (con lancio di fascia annesso ) alla presidenza del Cub, dal no alla custodia cautelare alla condanna in primo grado


        La storia politica di Enrico Parente inizia negli anni ’90: una parabola, la sua, che, se non dovesse rialzarsi, è iniziata con uno scioglimento per camorra e si è conclusa con uno scioglimento per camorra. NELL’ARTICOLO IL VIDEO DELLA PROTESTA  SUL SITO DI SVERSAMENTO FOSSATARO GRAZZANISE – Una condanna in primo grado non significa […]

     

     

    Nella foto Zagaria e Parente

    La storia politica di Enrico Parente inizia negli anni ’90: una parabola, la sua, che, se non dovesse rialzarsi, è iniziata con uno scioglimento per camorra e si è conclusa con uno scioglimento per camorra. NELL’ARTICOLO IL VIDEO DELLA PROTESTA  SUL SITO DI SVERSAMENTO FOSSATARO

    GRAZZANISE – Una condanna in primo grado non significa assolutamente colpevolezza certa: diritto vuole che per decretare la non innocenza di una persona bisogna aspettare che l’imputato subisca i canonici tre gradi di giudizio. Occorre attendere, dunque, che la sentenza passi in giudicato. Tutto questo per dire cosa? Per dire semplicemente che la condanna a 2 anni emessa dal gip Iaselli nei confronti del medico grazzanisano, per favoreggiamento del boss Michele Zagaria (CLICCA QUI), è giusto prenderla per quello che è: una condanna di primo grado…

    Enrico Parente, sindaco di Grazzanise dal 2000 al 2010 e capogruppo di maggioranza dal 2010 al 2012, quando ad indossare la fascia di primo cittadino era il figlio, Pietro Parente, solo poche settimane fa aveva ricevuto dalla Cassazione una buona notizia, cioè il no alla richiesta di custodia cautelare (CLICCA QUI).

    La nuova di oggi, invece, rappresenta una sorta di spartiacque non incoraggiante nella vicenda giudiziaria dell’ex sindaco mazzonaro, quindi è giusto fornire, adesso, ai lettori un breve recap della sua preliminare storia processuale.

    La richiesta di arresto per Enrico Parente, fatta dai pm Ardituro e Del Gaudio della Dda di Napoli (fondata sulle indagini condotte dagli uomini della locale Stazione, guidati dal comandante Nero e dell’allora vice De Sanctis) in prima istanza viene rigettata dal gip Luisa Toscano. Poi, in appello, i giudici del Riesame (XII sezione del tribunale di Napoli) accettano la richiesta congelandola però fino al ricorso in Cassazione dove i togati romani esprimono un altro no all’arresto rinviando il caso al tribunale partenopeo. Qui, ancora una volta, la XII sezione dice si alla custodia cautelare. E arriviamo ai giorni nostri, al definitivo no della Cassazione sulle misure preventive (no motivato sostanzialmente sull’arresto già avvenuto di Zagaria) e all’odierna condanna della Iaselli… (lo stesso gip che ha convalidato la custodia cautelare ad Angelo Polverino, Bottino, Grillo, Gasparin ecc )

    La parabola politica di Enrico Parente (militante prima di Alleanza Nazionale e poi sostenitore del Pdl, con una breve parentesi di appoggio a La Destra di Storace), inizia, negli anni ’90, con una sconfitta alle amministrative inflittagli da Marcello Vaio. Una sconfitta che permette però al dottore Asl di eseguire una dura opposizione in Consiglio comunale, all’epoca riconosciuta e apprezzata da molti cittadini.

    Pochi anni e l’amministrazione Vaio viene sciolta per infiltrazione camorristica.  Parente si ricandida a sindaco con “La Svolta” nel 2000 e vince con un ampio scarto sul solito Vaio. Rivince, sempre con la civica “La Svolta” nel 2005. Nel 2010, invece, non può più candidarsi (a causa dei due mandati consecutivi) e sceglie il figlio Pietro come capolista che affiancherà fisicamente durante i consessi civici da capogruppo di maggioranza. Poi la richiesta di arresto, le dimissioni alla spicciolata dei suoi consiglieri e si giunge al terzo scioglimento per camorra del comune (CLICCA QUI).

    Se Parente non dovesse più riemergere, a mo’ di  fenice,  politicamente dalle ceneri, paradossalmente la sua entrata in campo così come è stata caratterizzata dallo scioglimento amministrativo dell’avversario Vaio,  così il proprio tramonto (sempre politico) sarà marchiato dallo scioglimento per infiltrazione decretato all’amministrazione coordinata dal figlio (dove, ripetiamo, svolgeva la funzione di capogruppo)

    Enrico Parente  nel suo percorso politico ha ricoperto anche l’incarico di presidente del Cub e in merito a questo ruolo risulta  anche indagato nella maxi inchiesta sul Consorzio (CLICCA QUI) condotta dai pm Guarriello e Cantiello della Procura di S.Maria C.V. Inoltre il medico ha già una condanna definitiva a 4 mesi relativa ad una vicenda con un ex dipendente comunale….


    Cogliamo l’occasione per ricordare qualche avvenimento particolare della sua gestione governativa: ci viene in mente la protesta di Ferrandelle cavalcata dal dottore con grande impatto mediatico, protesta  durante la quale tenne un vero e proprio comizio sul sito di stoccaggio fossataro  con annesso lancio di fascia (“Questo che state vedendo – così predicò Parente – è lo Stato Italiano che maltratta i cittadini […] che fa pagare i rifiuti solidi urbani una cifra esagerata […] Je tenghe ‘a fascia ‘e sinneche ca nu’ mme serve cchiù). Secondo e ultimo episodio che vogliamo menzionare: il sit-in per due, tre giorni (non ricordiamo precisamente quanto durò) nel 2008 a seguito di una circostanza tutta locale conosciuta meglio dal volgo come questione del “papero” e proprio in quei giorni comparve uno striscione con su sopra una scritta relativa all’assenza dello Stato… beh…

    Giuseppe Tallino

     

    PUBBLICATO IL: 27 dicembre 2013 ALLE ORE 17:48