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    CAMORRA ED ELEZIONI. Castel Volturno, San Cipriano, Casapesenna: dubbi in commissione Antimafia, perchè impiegati e burocrati collusi sono ancora al loro posto


    Il repulisti realizzato a Casal di Principe, per effetto dell'operazione Il Principe e la scheda ballerina, rende paradossalmente la situazione del Comune di Sandokan, Bidognetti e Setola, migliore rispetto a tutte le altre

    CapacchioneBindiAlfanoContarino

    Nelle foto, da sinistra, Rosaria Capacchione, Rosy Bindi, Alfano e il commissario Contarino

    di Massimiliano Ive

    CASTEL VOLTURNO – Ripartiamo dall’interrogazione parlamentare della senatrice Rosaria Capacchione, che qualche giorno fa abbiamo pubblicato integralmente e riguardante il cosiddetto caso Castel Volturno. Lo facciamo perchè l’azione dell’esponente politico del Pd non è altro che la sintesi di un sentito e forte dubbio che emerge dai lavori della Commissione Parlamentare Antimafia, che negli ultimi giorni sta analizzando e vagliando caso per caso le singole realtà comunali dei municipi sciolti per infiltrazioni camorristiche e dove sono in corso anche processi di camorra a margine di una serie di inchieste e di azioni giudiziarie che vedono coinvolti anche dipendenti e dirigenti comunali.

    In linea di massima, nella Commissione Parlamentare presieduta dalla presidente Rosy Bindi, in cui proprio la giornalista Rosaria Capacchione ha un certo “peso specifico”, è stato discusso prima ed elaborata poi una prima interrogazione parlamentare della senatrice giornalista, rivolta al Ministro degli Interni, Alfano, mediante la quale si intendeva verificare se dopo poco più di due anni di scioglimento nei comuni delle tre C “Casapesenna, Casal di Principe e Castel Volturno” e non solo, il lavoro commissariale era riuscito a superare quelle concause e connivenze che sono state alla base del procedimento di scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Al riguardo, in un primo momento tale azione ha incassato come risultato un labile ed impercettibile interessamento del ministero degli Interni.

    A questo punto la parlamentare del Pd Rosy Bindi è intervenuta pesantemente, e a questo ha cominciato a smuoversi qualcosa.

    Poi, è stata incardinata la seconda interrogazione parlamentare, quella che noi tutti già conosciamo sul caso specifico di Castel Volturno.

    Paradossalmente, ed è questo il dato che è emerso: a Casal di Principe; vuoi anche per l’azione di forza, a margine dell’inchiesta “Il Principe e la (scheda) ballerina“, messa in cantiere dalla Dda di Napoli e dalle forze di polizia, che ha riguardato anche funzionari pubblici; rispetto agli altri comuni interessati dalla procedura di scioglimento, si è già un passo in avanti…

    Ci si chiede invece, e ci si interroga sulle altre realtà cittadine dove non essendo stati ravvisati profili penali tali da rendere possibile un intervento dell’autorità giudiziaria, restano in carica molti funzionari che per anni ed anni hanno presidiato quella zona grigia in cui si sono stipulati i tanti contratti inconfessabili tra la politica, la pubblica amministrazione e le imprese chiaramente collegate ai clan della camorra.

    Ecco perchè, con piena ragione, a nostro avviso, in Commissione Antimafia si dubita del fatto che a Castel Volturno, a San Cipriano, e a Casapesenna, siano state effettivamente rimosse le condizioni e le motivazioni, che, a suo tempo furono, ripetiamo, poste a giustificazione degli scioglimenti per infiltrazioni camorristiche.

    Dubbi, che sono chiaramente emersi dagli interventi parlamentari e da quelli resi pubblici attraverso comunicati stampa di Rosaria Capacchione.

    Comunque, con ogni probabilità ciò non produrrà quasi sicuramente un rinvio della tornata elettorale, anche se abbiamo saputo che qualcosa al Ministero degli Interni si sta muovendo, in quanto alcune richieste sono giunte ai suindicati comuni.

     

     

     

    PUBBLICATO IL: 26 marzo 2014 ALLE ORE 11:43