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    CAMORRA E POLITICA / La signora Capizzi si sente diffamata, ma noi ribadiamo che Schiappa ha commesso gravi errori di opportunità politica


    MONDRAGONE – Accorata lettera della sorella di uno degli amministratori dell’azienda, pesantemente chiamata in causa in processo di camorra. Mai pensato, nemmeno lontanamente di mettere in discussione l’integrità personale della signora Capizzi e di suo fratello, che è fuori da ogni valutazione. Il problema è un altro e ha a che fare con gli obblighi […]

    Nelle foto, da sinistra, Michele Pagliaro e Giovanni Schiappa

    MONDRAGONE – Accorata lettera della sorella di uno degli amministratori dell’azienda, pesantemente chiamata in causa in processo di camorra. Mai pensato, nemmeno lontanamente di mettere in discussione l’integrità personale della signora Capizzi e di suo fratello, che è fuori da ogni valutazione. Il problema è un altro e ha a che fare con gli obblighi di un’etica politica relativista, al limite dell’impalpabile

     

    LA REPLICA

     

    MONDRAGONE – Gentile signora Capizzi, se lei si sente diffamata, mi dispiace sinceramente, perchè non era certo mia intenzione diffamarla. Se comunque, proprio, è convinta di essere stata diffamata non deve rivolgersi a me e a Casertace, ma all’autorità giudiziaria che compirà le sue indagini e stabilirà se quell’articolo, ponderatissimo in ogni suo termine esprime una diffamazione nei suoi confronti o nei confronti di chiunque altro.

    Ribadisco il concetto. Il mondo a cui facevo riferimento non è un mondo di camorristi. La relazione tra Conte e un certo mondo è di tipo politico. Lei è la sorella di un’altra persona rispettabilissima, che fa parte di una società, la Eden, che è dentro mani e piedi ad un processo di camorra.

    Suo fratello, gentile signora Capizzi è un innocente per la legge, e noi lo ripeteremo e lo ripeteremmo 100 volte forte e chiaro. Noi abbiamo solo scritto che la candidatura di una componente della famiglia Capizzi, la sua  o quella di qualunque altro, appartenente al citato nucleo familiare, seppur lecita e legittima è stata inopportuna. Ma inopportuna da un punto di vista politico, perchè, qui non è in discussione l’integrità personale sua o di suo fratello, che nessuno può mettere in cattiva luce, ma è in discussione il ruolo societario, che un componente della famiglia Capizzi ha all’interno dell’impresa di pompe funebri Eden, scoietà che la Dda, non certo Casertace ha messo dentro ad un grave processo di camorra.

    Dunque, vediamo se riesco a spiegarmi con quello che il suo avvocato dovrebbe farle comprendere, declinandole con precisione il concetto di sinallagma. Una cosa è l’illegalità, altra cosa è l’inopportunità politica della sua candidatura, che io ribadirò fino alla morte davanti a qualsiasi giudice, fermo restando, la mia solida convinzione, che lei signora Capizzi, e suo fratello, siete delle persone per benissimo fino a prova contraria.

    Ribadirò questo e ribadirò un altro milione di volte che realizzare una variazione di bilancio a favore della Eden, in questo momento, quando il Pm, Catello Maresca ha formulato una richiesta di condanna pesante ai danni di un indagato per camorra, proprio per una questione in cui Eden è coinvolta, è stato un atto amministrativamente e politicamente infelice, seppur lecito, da parte del sindaco Schiappa. E ribadirò, per un altro milione di volte che la prefettura di Caserta, che interpreta non l’azione penale, ma le procedure amministrative, che in questa materia sono molto stringenti, fa male a non monitorare la situazione del Comune di Mondragone, alla luce di questa variazione di bilancio.

    Se poi la legge italiana sentenzierà che queste mie affermazioni saranno tali da determinare una mia incriminazione, una mia condanna, una mia reclusione carceraria, pazienza, vuol dire che sarò un prigioniero di uno Stato del non Diritto. E, con cristiana pazienza, abbraccerò la mia croce.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 13 febbraio 2013 ALLE ORE 13:56