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    CAMORRA E DELITTI DI SANGUE – Accusati di essere i killer dell’ex capozona di CASTEL VOLTURNO, assolti in Corte di Assise, Letizia e Cirillo


      Secondo l’accusa furono coloro che spodestarono il padrino della cittadina rivierasca. Con Luise fu ucciso sulla variante Anas anche Tommaso Caterino. ECCO LA STORIA CRIMINALE DEI CASALESI SUL LITORALE DOMIZIO di Massimiliano Ive   SANTA MARIA CAPUA VETERE -  CASTEL VOLTURNO – La terza sezione della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere , presieduta […]

    Nelle foto, Alessandro Cirillo e Giovanni Letizia

     

    Secondo l’accusa furono coloro che spodestarono il padrino della cittadina rivierasca. Con Luise fu ucciso sulla variante Anas anche Tommaso Caterino. ECCO LA STORIA CRIMINALE DEI CASALESI SUL LITORALE DOMIZIO

    di Massimiliano Ive

     

    SANTA MARIA CAPUA VETERE -  CASTEL VOLTURNO – La terza sezione della Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere , presieduta da Giuseppe Provitera, ha assolto per insufficienza probatoria (articolo 530 comma 2 codice procedura penale) gli esponenti dell’ala stragista dei Casalesi Alessandro Cirillo, detto “‘o sergente” e Giovanni Letizia, detto “‘o zuopp” (difeso dagli avvocati Paolo Di Furia e Angelo Raucci), – di recente condannati dalla Cassazione all’ergastolo per la strage degli africani di Castel Volturno – dal duplice omicidio di Giulio Luise e Tommaso Caterino commesso a Castel Volturno il 7 marzo del 2001. Durante l’agguato ci fu anche un conflitto a fuoco tra i killer e alcuni militari della Marina in servizio a Roma che si trovavano a passare.

    Secondo la ricostruzione della pubblica accusa rappresentata in aula dal pm della DDA di Napoli Maurizio Giordano, Cirillo, all’epoca dei fatti reggente della fazione dei Casalesi facente capo al boss Francesco Bidognetti, avrebbe ideato, organizzato ed eseguito il duplice delitto insieme al killer Giovanni Letizia. Ad accusarli furono nel 2010 i pentiti Emilio Di Caterino e Oreste Spagnuolo, entrambi ex componenti dell’ala stragista guidata da Giuseppe Setola, Domenico Bidognetti, Enrico Verde, Massimo Iovine e da ultimo Luigi Diana. Le dichiarazioni dei collaboratori non sono state pero’ ritenute sufficienti a raggiungere la prova in dibattimento; molte le contraddizioni emerse nel racconto dei pentiti, molti dei quali avevano riferito fatti appresi da terze persone, e fatte rilevare dall’avvocato dei due imputati Elena Schiavone, tra cui quelle relative alla circostanza che pur trattandosi di un delitto eccellente in quanto Luise era capozona dei Casalesi, non e’ emerso in giudizio l’eventuale ordine dato dai capi, o quella concernente il colore dell’auto, un’Alfa 164, usata per l’agguato.

     

     

    LA DINAMICA DELL’OMICIDIO – ll 7 marzo 2001, alle ore 12.30 circa, a Castel Volturno, sulla variante Domitiana, vennero inseguiti, e poi raggiunti ed assassinati Giulio Luise e Tommaso Caterino mediante l’esplosione di piu’ colpi d’arma da fuoco da parte di due killers. Mentre era in atto l’agguato criminoso, sulla carreggiata opposta, in direzione Roma, stava transitando una autovettura di servizio del Comando Carabinieri Marina di Roma con a bordo un Ufficiale dei Carabinieri e l’autista, i quali cercarono invano di impedire l’evento delittuoso, oramai già in atto, nonchè di bloccare gli assassini, ingaggiando un prolungato conflitto a fuoco. I due sicari, favoriti dalla carreggiata libera nel loro senso di marcia, direzione Napoli, si allontanarono velocemente a bordo della loro autovettura, lasciando esanimi le suddette vittime, che vennero soccorse e trasportate al Pronto Soccorso della clinica Pineta Grande di Castelvolturno, dove Caterino giunse già cadavere ed Luise decedette poco dopo.

     

    LA STORIA CRIMINALE DI GIULIO LUISE EX CAPOZONA DI CASTEL VOLTURNO  - I due, noti alle forze dell’ordine a causa dei diversi precedenti penali, risultavano essere affiliati, in particolare Giulio Luise, al clan “dei Casalesi”. Lo stesso, arrestato a seguito dell’operazione convenzionalmente denominata ”SPARTACUS II”, risultava essere un elemento di spicco del citato sodalizio criminale, referente, quale capo zona, per il comune di Castel Volturno. In specie, dalla predetta ordinanza emessa l’ 11 ottobre 1996 emergeva che lo stesso, dopo aver fatto parte del gruppo Caterino-De Falco, contrapposto a quello “dei Casalesi”, nell’anno 1993 tornò nel sodalizio criminale in quel momento egemone nella provincia di Caserta. Nello specifico Luise venne indicato quale capo di un’organizzazione criminosa operante a Castelvolturno, nella quale risultavano inseriti personaggi quali Isacco Coppola, Pasquale Morrone, Andrea Conte, Maurizio Lavoro, Tommaso Vitolo ,  Alessandro Gravante,Aldo Russo, Domenico D’Alterio e  Francesco Di Maio . Come emerso dalle diverse dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, nel periodo antecedente al duplice omicidio in argomento i vertici del clan “dei Casalesi” avevano ridisegnato la geografia criminale assegnando ai bidognettiani proprio l’area di Castel Volturno.

    Pertanto, su incarico dei vertici della famiglia Bidognetti, venne deciso, pianificato ed attuato il duplice omicidio Luise Caterino anche se l’obiettivo del commando era solo Luise, mentre il compagno di viaggio si trovò casualmente in compagnia del capo zona di Castel Volturno. Il movente è risultato poi essere la “destituzione” da capo zona di Luise, ritenuto meno affidabile e proveniente dalle file di contrapposto clan, in favore di Alessandro Cirillo. Peraltro la vittima aveva iniziato a manifestare insoddisfazione anche attraverso la conduzione di attività illecite poste in essere senza il consenso del gruppo criminale nel quale era organicamente inserito. All’epoca dell’efferato duplice omicidio, gli autori, Cirillo e Giovanni Letizia , avevano ormai intrapreso la scalata ai vertici della camorra casalese, che li avrebbe poi portati ad essere esponenti di vertice, fino a far parte di quel gruppo di fuoco capeggiato da Giuseppe Setola, che, tra il 2008 ed il 2009, tanto sangue e terrore ha seminato nelle province di Caserta e Napoli. I due killers furono arrestati dai Carabinieri di Caserta, insieme e Spagnuolo Oreste, il 30 settembre 2008 in via Grotte del Sole di Giugliano in Campania, all’interno di due villette ove fu rinvenuto un vero e propria arsenale.

    PUBBLICATO IL: 6 febbraio 2014 ALLE ORE 15:51