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    CAMORRA, prendevano il 20% dei guadagni delle sale scommesse: in manette 3 indagati


    Gli imprenditori, vittime dell’attività estorsiva, hanno fornito piena collaborazione alle indagini, dimostrando in tal modo piena fiducia nelle Istituzioni CASAL DI PRINCIPE - Questa mattina, nell’ambito di attività investigativa coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito […]

    Gli imprenditori, vittime dell’attività estorsiva, hanno fornito piena collaborazione alle indagini, dimostrando in tal modo piena fiducia nelle Istituzioni

    CASAL DI PRINCIPE - Questa mattina, nell’ambito di attività investigativa coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare applicativa della misura coercitiva del carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 3 indagati gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

    I tre indagati, Vincenzo Di Caterino, Pasquale Caterino e Romolo Corvino, secondo le contestazioni, avvalendosi della forza intimidatrice determinata sul territorio dal sodalizio camorristico dei Casalesi, nei mesi di settembre e ottobre 2013, a seguito dell’attività di istallazione di apparecchiature di intrattenimento con giochi on line in sale scommesse dell’agro aversano, avanzavano richieste estorsive nei confronti di imprenditori che gestivano gli apparati, pretendendo il 20% di tutti i guadagni.

    Nella foto Di Caterino, Corvino e Caterino

    Nei confronti dei tre, il 31 ottobre 2013, era stato già eseguito un decreto di fermo con le medesime contestazioni, emesso dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia.

    Uno degli arrestati, già condannato nel noto processo “Spartacus” e tornato in libertà nello scorso mese di luglio, è ritenuto elemento di primo piano dell’organizzazione criminale.

    Gli imprenditori, vittime dell’attività estorsiva, hanno fornito piena collaborazione alle indagini, dimostrando in tal modo piena fiducia nelle Istituzioni.

     

    PUBBLICATO IL: 24 novembre 2013 ALLE ORE 12:07