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    CAMORRA / Carmine Schiavone: "Se Enrico Fabozzi non obbediva, lo avremmo appeso ad un albero di noci"


      Il pentito ha testimoniato oggi nel processo che vede imputato il consigliere regionale ed ex sindaco di Villa Literno: votammo in parte per la Dc e in parte per Cosentino   VILLA LITERNO - “Non ricordo se Enrico Fabozzi era candidato alle elezioni Provinciali del 1991, noi votammo per meta’ i Democristiani e per […]

    Nelle foto, da sinistra, Carmine Schiavone e l’ex sindaco Fabozzi

     

    Il pentito ha testimoniato oggi nel processo che vede imputato il consigliere regionale ed ex sindaco di Villa Literno: votammo in parte per la Dc e in parte per Cosentino

     

    VILLA LITERNO - “Non ricordo se Enrico Fabozzi era candidato alle elezioni Provinciali del 1991, noi votammo per meta’ i Democristiani e per l’altra meta’ Cosentino. A noi non interessava dove Fabozzi si candidava perche’ se non faceva quello che dicevamo noi, lo appendevamo a un albero di noci”. Cosi’, il pentito del clan dei Casalesi Carmine Schiavone, durante l’udienza del processo a carico del consigliere regionale del gruppo Misto, Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno, ex esponente del Pd, accusato di aver sostenuto ditte vicine al clan, reato per cui era stato anche arrestato il 15 novembre del 2011, poi rilasciato dopo annullamento dell’ordinanza del Riesame, nel periodo in cui era primo cittadino di Villa Literno.

    Collegato in video conferenza con l’aula di giustizia del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il collaboratore di giustizia ha dichiarato di aver preso accordi con alcuni affiliati affinche’, nelle elezioni del 1988, Enrico Fabozzi fosse avvicinato con lo scopo di convincerlo ad appoggiare i consiglieri comunali della Dc. “Dopo la morte di Antonio Bardellino bisognava allontanare i politici socialisti dalle amministrazioni. Ernesto Bardellino, il fratello di Antonio, era infatti socialista – spiega Schiavone, sollecitato dalle domande del pm Antonello Ardituro – allora facemmo fare un accordo tra Pci e Dc in modo che il Partito Comunista potesse sostenere i Democristiani”. “Tutto falso, furono accordi politici presi a livello provinciale – dice in udienza Fabozzi, che ha chiesto e ottenuto di rilasciare dichiarazioni spontanee – l’anno delle elezioni comunali era il 1987, non il 1988″. Prima dell’escussione del pentito, sono state acquisite le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Massimo Iovine che ha confessato, in udienza, di aver commesso una decina di omicidi tra il 2000 e il 2004. Il prossimo appuntamento con il processo a Fabozzi e’ fissato per il 6 marzo.

    PUBBLICATO IL: 20 febbraio 2013 ALLE ORE 19:17