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    CAMORRA / OMICIDIO DELL’IMPRENDITORE CIARDULLO – Ordinanza per lo specchiettista. E’ Salvaturiello di AVERSA


    L’ordine di custodia cautelare in carcere eseguita dalla Squadra Mobile di Caserta. Le armi usate nel duplice omicidio dell’imprenditore di Trentola Ducenta e del suo dipendente, sono state usate anche per la strage di San Gennaro di CASTEL VOLTURNO e altri omicidi commessi dagli esponenti del clan AVERSA / CASTEL VOLTURNO - La Squadra Mobile […]

    Nelle foto, da sinistra, Salvatore Santoro e Giuseppe Setola

    L’ordine di custodia cautelare in carcere eseguita dalla Squadra Mobile di Caserta. Le armi usate nel duplice omicidio dell’imprenditore di Trentola Ducenta e del suo dipendente, sono state usate anche per la strage di San Gennaro di CASTEL VOLTURNO e altri omicidi commessi dagli esponenti del clan

    AVERSA / CASTEL VOLTURNO - La Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore, Alessandro Tocco, a conclusione di meticolose indagini coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli, questa mattina, mercoledì ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa del Gip del Tribunale partenopeo per duplice omicidio e reati in materia di armi, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare l’associazione di stampo mafioso denominata clan dei Casalesi, nei confronti di un esponente del gruppo stragista di Giuseppe Setola.

    Infatti, gli approfondimenti investigativi su uno dei numerosi delitti di sangue di cui il gruppo criminale si rese responsabile tra la primavera del 2008 e gli inizi del 2009, culminati nella strage di 6 extracomunitari a Castel Volturno nel settembre 2008, hanno condotto gli investigatori alla individuazione di uno dei componenti del gruppo di fuoco che, pochi giorni prima dell’eccidio, il 12 settembre 2008, a Trentola Ducenta, massacrò, con decine di colpi d’arma da fuoco, il titolare di una ditta di autotrasporti,  Antonio Ciardullo, ed un suo dipendente, Ernesto Fabozzi. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile di Caserta, con tale delitto Giuseppe Setola aveva voluto vendicare la condanna subita da un affiliato del clan dei Casalesi, Giuseppe Guerra, denunciato dall’imprenditore nel 1998 per estorsione, vero obiettivo del raid, mentre il suo collaboratore venne eliminato solo perché testimone del delitto. Infatti, nel settembre 2010, erano stati colpiti da analogo provvedimento restrittivo cautelare Giuseppe Setola, Giovanni Letizia, quali esecutori materiali, e, quale ideatore ed istigatore, lo stesso Giuseppe Guerra, in seguito divenuto collaboratore di giustizia.

    Poi, nei mesi scorsi, le indagini hanno portato all’individuazione di uno dei complici di Setola, Salvatore Santoro, detto Salvaturiello,di Aversa 26enne, attualmente detenuto, il quale ebbe il compito di avvistare la vittima, di pedinarlo e segnalarne la presenza agli esecutori materiali del duplice omicidio.

    Peraltro, le indagini sul gruppo stragista e sulle sue numerose ed efferate imprese criminali, hanno delineato la figura di Salvatore Santoro che, nonostante la giovane età, all’epoca dei fatti poco più che ventenne, era ritenuto da Giuseppe Setola, uno dei suoi più fidati collaboratori anche perché, incensurato, e quindi insospettabile.

    Inoltre, le perizie balistiche eseguite sulle armi utilizzate per il duplice omicidio, peraltro, hanno consentito di accertare che una delle pistole utilizzate, era stata impiegata dal gruppo di fuoco di Giuseppe Setola in altri raid omicidiari, in particolare:


    • 4 ago. 08, duplice omicidio KAZANI – DANI;

    • 18 sett. 08, omicidio di CELIENTO Antonio;

    • 18 sett. 08, la strage di extracomunitari di Castel Volturno ;

    • 2 ott. 08, omicidio di RICCIO Lorenzo;

    • 5 ott. 08, omicidio di CANTELLI Stanislao.

     

     

    PUBBLICATO IL: 6 marzo 2013 ALLE ORE 10:24