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    AGG. 12.12 – USURA DI CAMORRA / Il fratello e la moglie di Alfredo Bifone prestavano i soldi a strozzo, terrorizzando le loro vittime


      Operazione dei carabinieri, per effetto di un decreto di fermo della dda   Aggiornamento 12.12 - Alle prime ore dell’alba di oggi, lunedì, in provincia di Caserta è stata compita un’operazione nei confronti del clan camorristico “Bifone” operante a Portico di Caserta e nei comuni limitrofi, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Santa Maria […]

    Nelle foto, da sinistra, Nicola Bifone e Giuseppina Di Caprio, arrestati, stamattina, lunedì 12 novembre

     

    Operazione dei carabinieri, per effetto di un decreto di fermo della dda

     

    Aggiornamento 12.12 - Alle prime ore dell’alba di oggi, lunedì, in provincia di Caserta è stata compita un’operazione nei confronti del clan camorristico “Bifone” operante a Portico di Caserta e nei comuni limitrofi, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, coordinati dalla Procura di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, che ha emesso un decreto di fermo nei confronti di Nicola Bifone (fratello di Antonio Bifone, capo dell’omonimo clan, attualmente detenuto al regime del 41 bis) considerato l’attuale reggente della consorteria criminale, e Giuseppina Di Caprio moglie di Antonio Bifone. Gli arrestati sono responsabili a vario titolo di reati di usura ed estorsione aggravati dall’art. 7 L.203/1991, cioè l’aggravante di aver favorito la camorra.

    In particolare l’attività investigativa ha evidenziato in maniera chiara ed inequivocabile un’attività usuraria ed estorsiva, particolarmente virulenta, posta in essere dai due arrestati di oggi.

    La fonte principale di prova per i reati oggetto di imputazione è costituita dalla denuncia sporta presso il comando Stazione Carabinieri di Macerata Campania da una vittima che, per problemi economici connessi alla sua attività professionale, denunciò di essersi rivolto ai fratelli Bifone, Antonio e Alfredo, per un prestito di decine di migliaia di euro, che gli fu concesso applicando alla somma prestata un tasso usuraio mensile.

    Dalla successiva attività investigativa è emerso che la vittima, non potendo essere contattata da Antonio Bifone ed Alfredo Bifone, poiché detenuti, è stata più volte minacciata sia Giuseppina Di Caprio, che da Nicola Bifone, che lo convocava “manu militari” per pressarlo sulla restituzione dei soldi.

    I soggetti oggi colpiti da provvedimento, approfittando ovviamente anche del fatto di appartenere alla consorteria criminale di Portico di Caserta, famiglia camorristica da sempre affiliata al clan dei “Belforte di Marcianise”, pretendevano la restituzione del denaro con l’aggiunta di un interesse usuraio mensile piuttosto elevato sulla somma prestata, non mancando di utilizzare minacce nei confronti della vittima allorquando non era in grado di restituire quanto pattuito nei tempi concordati.

    Nel corso delle operazioni sono inoltre state eseguite anche perquisizioni a soggetti contigui alla citata consorteria criminale a seguito delle quali è stata rinvenuta documentazione utile alle indagini e 4.600 euro in contanti.

     

    MACERATA CAMPANIA - I Carabinieri di Macerata Campania –  hanno eseguito un decreto d’arresto nei confronti del capoclan del clan Belforte di Marcianise, Nicola Bifone, fratello di Alfredo detenuto in regime di 41 bis, ritenuto attuale reggente della cosca affiliata ai Casalesi. Con Nicola Bifone e’ stata arrestata anche la moglie di Alfredo, Giuseppina Di Caprio. Le accuse sono di usura e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Entrambi sono stati prelevati nelle loro abitazioni.

     

    PUBBLICATO IL: 12 novembre 2012 ALLE ORE 12:52