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    CAMORRA / Arresato l’ultimo uomo del gruppo Belforte-D’Albenzio che incendiarono l’auto all’attuale sindaco di Cervino


      Il 32enne era stato scarcerato dal riesame, ma ora la condanna a tre anni e tre mesi lo ha costretto a ritornare dietro le sbarre. Maddaloni – Alle prime ore di stamani, agenti della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore Angelo Morabito, su delega della Procura Antimafia di Napoli, ha eseguito l’ordinanza […]

     

    Nella foto, da sinistra, Iulio, Spallieri e il sindaco Di Nuzzo

    Il 32enne era stato scarcerato dal riesame, ma ora la condanna a tre anni e tre mesi lo ha costretto a ritornare dietro le sbarre.

    Maddaloni – Alle prime ore di stamani, agenti della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore Angelo Morabito, su delega della Procura Antimafia di Napoli, ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della citata procura, in relazione ai reati di incendio ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso, nei confronti di Pietro Iulio, 32enne, di Maddaloni, pregiudicato, affiliato del clan Belforte, detti i mazzacane-gruppo D’Albenzio, attivo nel comprensorio di Marcianise, Maddaloni, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico, Cervino e zone limitrofe. Lo Iulio, in relazione al suddetto reato, era già stato tratto in arresto il 12 marzo 2012, insieme a: Giuseppe Di Nuzzo, 38enne di Maddaloni, attualmente detenuto presso la casa circondariale di S. Maria C.V.; Palladino Spallieri, 36enne, di Maddaloni; Giorgio D’Albenzio, 52enne; Andrea D’albenzio, 33enne pregiudicato;

    Iulio era stato scarcerato dal tribunale del riesame di Napoli per difetto dei gravi indizi di colpevolezza. Poi, il 29 ottobre 2012, in sede di giudizio abbreviato in ordine al predetto delitto, lo iulio è stato condannato alla pena di anni tre e mesi sei di reclusione; pertanto, il Gip, su richiesta del p.m. della DDA di Napoli, ha disposto l’applicazione della citata misura cautelare. L’operazione rappresenta l’epilogo di una penetrante attività investigativa, anche di carattere tecnico, condotta nei confronti del clan Belforte-gruppo D’Albenzio, che ha permesso di svelare mandanti ed esecutori materiali di una serie di atti intimidatori, di matrice estorsiva, e danneggiamenti consumati, nei mesi scorsi, a Cervino, nei confronti di esponenti politici locali e impiegati comunali. L’episodio più grave quelle consumato a suo tempo, quando non era ancora prima cittadino, dell’attuale sindaco Di Nuzzo, a cui, come abbiasmo scritto già una dozzina di volte negli ultimi mesi, il gruppo degli affiliati ai Belforte-D’albenzio, bruciò l’auto. Secondo le risultanze investigative, il movente di tale atto sarebbe riconducibile alla mancata elargizione da parte del comune del c.d. Reddito di cittadinanza, cioè di un contributo comunale per gli affitti, alla moglie del citato Spallieri. Tra i destinatari della misura cautelare figura il citato D’Albenzio Giorgio, reggente, insieme al fratello Clemente, 55enne, del clan Belforte nell’area di Maddaloni, dove avrebbe ricompattato le fila dell’organizzazione con un nutrito gruppo di giovani, tra i quali i citati indagati, al fine di riaffermare, con la violenza e le intimidazioni, il potere criminale del clan Belforte, minato, negli ultimi anni, da numerose operazioni di polizia e dalle pesanti condanne che hanno colpito i vertici dell’organizzazione camorristica, decimandone gli affiliati. Secondo quanto emerso dalle indagini il Giorgio D’Albenzio, insieme al figlio Andrea, tra il 2009 ed il 2010 avrebbe ripetutamente tentato di estorcere somme di denaro ad un imprenditore titolare di un’impresa di trasporti e di una ditta di onoranze funebri. L’arrestato, dopo le formalità di rito è stato associato presso la casa circondariale di S. Maria C.V. a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

    PUBBLICATO IL: 6 novembre 2012 ALLE ORE 14:03