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    IL VIDEO E LA FOTO / CAMORRA A VILLA LITERNO – Sotto il pavimento nascondeva il bunker dei boss, gli sequestrano la casa


    Il nascondiglio era corredato di un impianto di videosorveglianza e di un meccanismo idraulico che consentiva l’accesso. Era stato costruito secondo il “Sistema delle scatole cinesi”: molto simile a quello di Sandokan VILLA LITERNO - I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro un sofisticato nascondiglio […]

    Nella foto l’apertura del bunker scoperto in un’abitazione di Villa Literno

    Il nascondiglio era corredato di un impianto di videosorveglianza e di un meccanismo idraulico che consentiva l’accesso. Era stato costruito secondo il “Sistema delle scatole cinesi”: molto simile a quello di Sandokan

    VILLA LITERNO - I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro un sofisticato nascondiglio – bunker, utilizzato da affiliati al clan dei casalesi, fazione Schiavone, costituito da due piccoli vani, con il secondo occultato all’interno del primo, accessibili mediante due congegni idraulici occultati nel pavimento.

    Nell’ambito dell’attività di indagine coordinata dalla D.D.A. di Napoli, nelle persone del Procuratore Aggiunto Francesco Greco e dei Sostituti Procuratori Giovanni Conzo e Luigi Landolfi, i carabinieri hanno eseguito nei giorni scorsi una serie di perquisizioni locali nell’agro aversano, tra le quali, ha dato esito positivo, il controllo eseguito in un’abitazione sita nel comune di Villa Literno, di proprietà di C.V. di 51anni, gravato da piccoli precedenti penali ma soggetto che risultava, almeno formalmente, estraneo ai clan camorristici.

    Nel corso della perquisizione, eseguita con l’ausilio di attrezzature meccaniche utilizzate per abbattere ostacoli fissi, i carabinieri hanno rinvenuto un sofistico meccanismo idraulico che consentiva, grazie ad una botola occultata perfettamente nel pavimento di una stanza dell’abitazione, di accedere ad un primo locale di circa 8-10 mq.

    La maggior parte degli investigatori si sarebbero fermati a quel primo livello, invece i carabinieri, ricordando anche la conformazione del bunker in cui venne arrestato proprio Francesco Schiavone Sandokan, hanno continuato a perforare anche il pavimento del primo bunker, riuscendo a individuare una seconda botola occultata nel pavimento che, tramite lo stesso meccanismo idraulico, conduceva a un secondo vano di circa 3 mq.

    Il bunker, ideato sul principio c.d “delle scatole cinesi”, era dotato di una lampada e un tubo di areazione; all’interno della stanza, che consentiva l’accesso al primo vano bunker, i militari hanno rinvenuto una paletta rifrangente, riproduzione fedele di quelle in uso alle Forze di Polizia, e un monitor collegato a un impianto di videosorveglianza esterno all’abitazione, che consentiva di prevenire l’arrivo delle Forze dell’ordine e consentire al latitante di nascondersi all’interno del bunker. I militari hanno notificato al proprietario dell’abitazione un’ordinanza di sequestro preventivo, provvedimento emesso dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

    L’operazione dei carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe, guidati dal Capitano Michele Centola e dal Tenente Salvatore De Falco, si inserisce nell’indagine finalizzata a disarticolare il clan dei casalesi, fazione Schiavone, che negli ultimi mesi ha consentito di trarre in arresto, lo scorso 21 gennaio, il reggente Carmine Schiavone, e numerosi altri affiliati fedelissimi del rampollo, Carmine Iaiunese, Francesco Caterino, Luigi D’Ambrosio e Raffaele Maiello, nonché di sequestrare l’arsenale di armi da guerra del clan, rinvenute lo scorso 23 marzo, occultate sotto terra in due villette di Casal di Principe.

    PUBBLICATO IL: 23 aprile 2013 ALLE ORE 14:50