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    CAMORRA A MONDRAGONE – Il vicesindaco Pd Barbato pronta a dimettesi e prende le distanze dal cognato accusato di associazione mafiosa


        Le dimissioni sono state presentate al partito, ma fin quando non saranno ratificate e accettate dal sindaco Schiappa, l’assessora sarà a pieno titolo nell’organico amministrativo del ribaltone   di Max Ive MONDRAGONE - E’ una notizia che si sta diffondendo in città ed è già apparsa su qualche organo di informazione. Il vicesindaco […]

     

    Nelle foto, Lorenzo Cipriani e Anna Barbato

     

    Le dimissioni sono state presentate al partito, ma fin quando non saranno ratificate e accettate dal sindaco Schiappa, l’assessora sarà a pieno titolo nell’organico amministrativo del ribaltone

     

    di Max Ive

    MONDRAGONE - E’ una notizia che si sta diffondendo in città ed è già apparsa su qualche organo di informazione. Il vicesindaco Pd di Mondragone, Anna Barbato avrebbe presentato delle formali dimissioni al partito, mediante un’apposita lettera. Ovviamente, come accade in questi casi non si tratta di dimissioni ufficiali. Fin quando le dimissioni, infatti, non saranno ratificate al sindaco Giovanni Schiappa e non saranno accolte, l’assessora del Pd, il cui cognato è Lorenzo Cipriani, guardiano di Pescopagano, accusato dalla Dda di associazione mafiosa (art.416 bis), risulterà a pieno titolo in organico all’esecutivo Schiappa.

    Naturalmente in attesa dell’evoluzione dei fatti, non possiamo non sottolineare positivamente la posizione della Barbato. E’ lampante, in casi come questi che non è la persona ad essere in discussione, ma è il danno che la funzione istituzionale può subire dai sospetti e dalle situazioni non chiarissime che riguardano il consenso raccolto da Anna Barbato. E allora, va lodata la disponibilità dimostrata dal vicesindaco di fare un passo indietro, che non rappresenta certo l’ammissione di nessuna responsabilità, ma è un atto a tutela dell’integrità dell’immagine istituzionale del Comune di Mondragone.

     “Sono estranea alle vicende di mio cognato e nelle pagine dell’istruttoria non sono nemmeno citata – ha riferito ai giornali il vicesindaco Barbato –  ma non posso consentire però che ci siano zone d’ombra sulla mia persona, sul Partito Democratico, sull’amministrazione di cui faccio parte e soprattutto sulla mia amata città. Sento che eticamente è la soluzione più giusta, anche se la mia storia parla da sé e testimonia il mio costante impegno per la legalità e la mia lotta contro il crimine organizzato“. La stessa poi si è definita “amareggiata e scossa soprattutto per i miei figli”, “Non condivido e non giustifico le scelte di vita di mio cognato. Ma io ho sposato mio marito, che ha una storia differente, non la sua famiglia“.

    PUBBLICATO IL: 5 dicembre 2013 ALLE ORE 17:50