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    CAMORRA 5 CONDANNE, TUTTI I NOMI – Bruciarono l’auto al sindaco facente funzione


        L’episodio criminale si verificò a Cervino. La Corte di Appello di Napoli ha ridotto di 2 anni le pene per gli esponenti del clan Belforte D’Albenzio NAPOLI – Avevano ottenuto una condanna in primo grado per essere stati i fautori e i mandanti, per conto del clan Belforte D’Albenzio, di una serie di […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Giorgio D’Albenzio, Palladino Spallieri e Andrea D’Albenzio

     

    L’episodio criminale si verificò a Cervino. La Corte di Appello di Napoli ha ridotto di 2 anni le pene per gli esponenti del clan Belforte D’Albenzio

    NAPOLI – Avevano ottenuto una condanna in primo grado per essere stati i fautori e i mandanti, per conto del clan Belforte D’Albenzio, di una serie di estorsioni, nonchè dell’incendio dell’auto all’allora facente funzione di sindaco di Cervino Biagio Di Nuzzo. Secondo le risultanze investigative, il movente di tale atto sarebbe dipeso della mancata elargizione da parte del comune del cosiddetto Reddito di cittadinanza, cioè di un contributo comunale per gli affitti, alla moglie di Palladino Spallieri.

    Stamane, venerdì, la Corte di Appello di Napoli ha ridotto di due anni per ciascun imputato, le condanne previste dalla sentenza pronunciata dal Gup Cananzi del Tribunale partenopeo.

    La seconda sezione della suddetta corte, infatti hapronunciato la seguente sentenza:

    Pietro Iulio condannato ad anni 3 e mesi 4 di carcere
    Sabatino Spallieri condannato ad anni 3 e mesi 8 di reclusione
    Giuseppe Di Nuzzo condannato ad anni 4 e mesi 4 di carcere
    Andrea D’Albenzio dovrà scontare una pena di 3 anni e 4 mesi
    Giorgio D’Albenzio invece sconterà una pena di 4 anni e 4 mesi.
    Il collegio difensivo era rappresentato dagli avvocati Angelo Raucci, Carlo De Stavola, Francesco Liguori e Giovanni Zannini.

    PUBBLICATO IL: 19 luglio 2013 ALLE ORE 18:27