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    AGG.19.36 – TUTTI I NOMI E TUTTE LE FOTO – Impiegato, maestra e sacerdote fiancheggiatori del clan Panaro


    Tra i soggetti accusati di favorire la latitanza del reggente dei Casalesi anche il figlio di una donna che ospitò in casa Panaro. L’operazione coordinata dalla Dda di Napoli è stata eseguita dalla Compagnia dei Carabinieri di Casal di Principe. In queste ore la Guardia di Finanza sta sequestrando beni e quote societarie dei fiancheggiatori […]

    Nella foto Panaro e Varrone

    Tra i soggetti accusati di favorire la latitanza del reggente dei Casalesi anche il figlio di una donna che ospitò in casa Panaro. L’operazione coordinata dalla Dda di Napoli è stata eseguita dalla Compagnia dei Carabinieri di Casal di Principe. In queste ore la Guardia di Finanza sta sequestrando beni e quote societarie dei fiancheggiatori

    AGG.14:15- ELENCO NOMINATIVI DESTINATARI DELL’OCCC ESEGUITI IN DATA ODIERNA DAL COMANDO COMPAGNIA DI CASAL DI PRINCIPE

     

    -           PANARO NICOLA, cl. 1968, già recluso;

    -         DIANA MARIA CONSIGLIA, cl. 1977, di San Cipriano D’Aversa;

    -         DIANA ANTONIO, cl.1952, di Lusciano;

    -         DIANA MAURO, cl. 1968, di San Cipriano di Aversa;

    -         DIANA DIONIGI,cl. 1986 di San Cipriano D’Aversa;

    -         DIANACIPRIANO, cl. 1976, di Parete;

    -         DIANA MAFALDA, cl. 1974, di San Cipriano D’Aversa;

    -        DI CATERINO LUIGI, cl. 1969 di San Cipriano d’Aversa;;

    -        DI BERNARDOPASQUALE, cl. 1982, di Villa Literno;

    -       PANARO PAOLO, cl. 1981 di Casaldi Principe;

    -      ROMANO GIOVANNA GIUSEPPA, cl. 1959, di Villa Literno;

    -       SERAO FRANCO, cl. 1964, di San Cipriano D’Aversa;

    -       SERAO RAFFAELE, cl. 1958 di Castel Volturno;

    -       VERRONE GIUSEPPE,cl. 1977, di San Cipriano D’Aversa;.

    AGG. 11,09 - Oltre all’impiegato Raffaele Serao dell’anagrafe, sono implicati nella vicenda dei 14 arresti, una maestra Mafalda Diana, indagata per farvoreggiamento, e il sacerdote con Parrocchia a Villa Literno, Carmine Schiavone, il quale avrebbe scritto lettere a Nicola Panaro. In queste lettere, oltre alle preghiere, don Carmine Schiavone avrebbe offerto a Nicola Panaro anche una non meglio precisata disponibilità per tutto quello che gli serviva.

    CASAL DI PRINCIPE - Nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, stamane martedì, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 14 indagati, di cui 13 liberi, gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di procurata inosservanza di pena, di intestazione fittizia di beni aggravata, di alterazione di documenti d’identità aggravata –  tutti  con l’aggravante per aver favorito una organizzazione camorristica – e di ricettazione.

    Sono anche in corso di notifica avvisi di conclusione di indagini preliminari nei confronti di numerose persone indagate, a vario titolo, per gli stessi fatti reato.

    Contestualmente, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa unitamente ai Carabinieri stanno dando esecuzione a un  decreto di sequestro di beni – immobili, quote societarie, terreni, autovetture e motoveicoli – riconducibili agli indagati.

    Le indagini,  avviate a seguito della cattura, eseguita dai Carabinieri il 14.04.2010, di Nicola Panaro, da ritenersi esponente  apicale dell’organizzazione  dei Casalesi – fazione Schiavone, hanno permesso di individuare una fitta rete di fiancheggiatori.  Tale risultato investigativo è stato conseguito grazie a una consistente attività di intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e pedinamento, escussione di collaboratori di giustizia, accertamenti patrimoniali e analisi della numerosa documentazione, cartacea e informatica, sequestrata in occasione dell’arresto del Panaro.

    Dall’attività investigativa è emerso che la rete di fiancheggiatori era composta, oltre che dai familiari del latitante anche da persone ritenute insospettabili  in quanto completamente estranee a contesti criminali.

    Tra gli arrestati vi è anche un dipendente dell’Ufficio Anagrafe del Comune di San Cipriano d’Aversa, accusato  di avere rilasciato  carte d’identità contraffatte, riportanti le foto di Panaro  e della moglie con i dati anagrafici del fratello e della cognata dello stesso impiegato.

    Panaro, grazie all’assistenza continua assicuratagli dalla rete di fiancheggiatoti,  nei sette anni di latitanza è riuscito agevolmente a muoversi  sia sul territorio nazionale che  all’estero. Dall’analisi del materiale sequestrato, infatti,  è emerso che il latitante effettuava in compagnia di familiari e amici numerosi soggiorni  in diverse località turistiche italiane e, in una circostanza, addirittura fuori dai confini nazionali, nel pieno centro a Montecarlo.

    Panaro riusciva anche a incontrare periodicamente i  familiari presso una villa con piscina (sottoposta a sequestro), sita nel comune di San Nicola Arcella, in provincia di Cosenza.

    Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere vi è anche il figlio della proprietaria dell’abitazione di Lusciano dove il latitante venne scovato, che forniva a quest’ultimo  apparecchiatura tecniche  per la bonifica da microspie.

     

    PUBBLICATO IL: 22 ottobre 2013 ALLE ORE 19:37