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    Cammora e usura targati Bifone / Le testimonianze choc di un carrozziere di Casagiove e di una commerciante di S. Maria C.V.: così ci hanno distrutto la vita


      Tutte le testimonianze raccolte dal pm Landolfi che sono alla base dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Angela Bifone, del marito Parretta e del complice Rocco Parretta Macerata Campania – Testimonianze allegate al provvedimento e raccolte dai militari della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere guidati dal capitano Vincenzo Carpino e coordinati dal pm […]

     

    Nelle foto, Angelo Bifone e il marito Antonio Parretta

    Tutte le testimonianze raccolte dal pm Landolfi che sono alla base dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Angela Bifone, del marito Parretta e del complice Rocco Parretta

    Macerata Campania – Testimonianze allegate al provvedimento e raccolte dai militari della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere guidati dal capitano Vincenzo Carpino e coordinati dal pm Luigi Landolfi della DDA ascoltando le vittime del giro di usura messo in piedi dai tre esponenti del clan attivo tra i comuni di Portico di Caserta, Macerata Campania, San Prisco e Santa Maria Capua Vetere. Almeno trenta delle sessanta vittime, quasi tutti piccoli commercianti, hanno confermato le accuse ma solo dopo la contestazione delle numerose telefonate ricevute da Rocco Parretta, organizzatore del sistema – gia’ detenuto questa mattina in quanto arrestato nel gennaio scorso – il quale peraltro al cellulare non parlava quasi mai di soldi, ma faceva valere la sua posizione all’interno del clan Bifone, facente parte al piu’ potente clan Belforte di Marcianise alleato dei Casalesi.

    Si sono vittima di usura da parte di Rocco Parretta da diverso tempo, e precisamente quando stavo a Macerata Campania – racconta il titolare di un’autocarrozzeria di Casagiove, comune confinante con il capoluogo - io ho avuto problemi con la banca e lui mi ha prestato 5000 euro precisamente nell’anno 2008 – 2009, poco dopo gli ho restituito l’intera somma piu’ 2000 euro di interessi per un totale di euro 7000 al tasso del 15% mensile. Da giugno 2011 e fino a dicembre o gennaio ho provveduto a pagare la rata mensile di euro 750, con grandi restrizioni, infatti non sono riuscito a pagare le rate di affitto, mi hanno staccato tre volte l’energia elettrica, utenze telefoniche staccate e attualmente ho 5400 euro di debito con il proprietario dello stabile dell’officina, inoltre ho avuto anche lo sfratto. In alcune occasioni veniva Rocco da me all’officina a riscuotere ed in altre occasioni andavo io da lui presso il ristorante sito in Casapulla o sulla Nazionale Appia di Casapulla nei pressi dell’attivita’ commerciale. vicino alla chiesa, le rate scadevano il 18 o 20 di ogni mese. Facendo un calcolo approssimativo per il secondo prestito gli ho dato solo di interessi circa 9000 e attualmente ho ancora il debito del prestito di 5000 euro”.

    Il commerciante riferisce dell’angoscia e dei timori provocati dalla situazione. ”Parretta ha minacciato mio figlio Mattia, riferendogli che mi doveva spaccare la pistola in testa perche’ non pagavo ed in una occasione mi riferiva testualmente ‘tu stai scherzando con il fuoco’. Quando non riuscivo a pagare, Rocco mi perseguitava venendo all’officina, a casa perche’ sapeva dove abitavo e soprattutto telefonicamente contattandomi a tutte le ore del giorno e della notte”. Una seconda commerciante, titolare di un negozio di intimo al corso di Santa Maria Capua Vetere, racconta di essere stata costretta a cedere la sua auto al Parretta. La fama criminale dell’uomo era ben nota. Un’altra esercente, che da Parretta aveva ricevuto in prestito 600 euro in tre tranche da 200, pagando su ognuna interessi di 30 euro, afferma di aver ”restituito i soldi a Parretta con gli interessi, in quanto io sapevo che lui apparteneva a questa famiglia camorristica e avevo paura a prescindere se lui mi minacciasse o meno…

    PUBBLICATO IL: 29 ottobre 2012 ALLE ORE 16:09