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    BUFALE DOPATE Una nota farmacista, un veterinario e un imprenditore casertani rischiano una dura condanna


    Alle battute finali il processo per il presunto traffico di medicinali e stimolanti dati agli animali. Tra i capi di imputazione anche associazione a delinquere riciclaggio CASERTA - Alle battute finalI il processo per il “mega scandola delle bufale dopate”,  in corso di celebrazioni dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua […]

    Alle battute finali il processo per il presunto traffico di medicinali e stimolanti dati agli animali. Tra i capi di imputazione anche associazione a delinquere riciclaggio

    CASERTA - Alle battute finalI il processo per il “mega scandola delle bufale dopate”,  in corso di celebrazioni dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere,  presieduto dal dott. Giampaolo Guglielmo, Pubblico Ministero di udienza il dott. Maurizio Giordano della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli.

    Oltre 20 persone gli imputati, provenienti da varie parti d’Italia. Solo tre di loro sono della provincia casertana. Si tratta di Antonio Betti di Riardo,  Mariapia Leggiero, di Santa Maria Capua Vetere e  Samuele Nuzzo di Caserta.

    Pesanti i capi d’imputazione a loro contestati dal Pubblico Ministero nella richiesta di rinvio a giudizio : dall’illecito acquisto e  messa in vendita di sostanze stupefacenti, come hashish e ketamina da somministrare agli animali,  all’associazione per delinquere, alla ricettazione ed al riciclaggio e, da ultimo,  all’esercizio abusivo della professione sanitaria.

    Quest’ultimo capo d’imputazione è contestato esclusivamente a Samuele Nuzzo cui viene anche addebitato di aver fatto parte di una società transnazionale, composta anche da  cittadini extracomunitari, molti di nazionalità albanese, dedita all’importazione dall’estero, al fine della cessione in Italia, di grossi quantitativi di sostanza stupefacente ( in particolare hashish e ketamina ) che veniva poi somministrata agli animali.

    Al veterinario  Antonio Betti ed alla farmacista  Maria Pia Leggiero, invece, è contestato il reato di falso e di concorso nell’associazione per delinquere. Il veterinario riardese Betti, poi,  è accusata anche di aver compilato delle false ricette medico-veterinarie in cambio di compenso o in denaro o in farmaci, indispensabili all’organizzazione criminale per far figurare, come lecite, le ingenti cessioni di farmaci agli allevatori.

    Alla sammaritana dott.ssa Leggiero, infine, è contestato, quale direttore tecnico del deposito di farmaci per uso veterinario “Italvet” di Riardo, di aver concorso nella compilazione di ricette false.  Nell’ ultima udienza il medico veterinario Betti, assistito dall’avv. Raffaele Gaetano Crisileo, ha rilasciato una lunga dichiarazione spontanea spiegando le modalità con cui venivano compilate le ricette, il contenuto delle telefonate intercettate nonché ha la  normativa vigente in materia sostenendo di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti sugli animali che aveva in trattamento e spiegando anche il perché era contrario a tali somministrazioni.

    PUBBLICATO IL: 30 giugno 2013 ALLE ORE 18:31