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    BENI CONFISCATI ALLA CAMORRA: 77 in provincia di Caserta. Tanti miliardi sottratti ai clan


      I dati, relativi all’intera Campania, sono quelli dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati. La nostra provincia secondo solo a quella di Napoli. Cafiero de Raho, che si appresta a lasciare la Dda: “L’iter per arrivare alla confisca è ancora troppo lungo.”   CASERTA - In Campania sono 347 le aziende definitivamente confiscate. Si […]

    Nella foto lo zuccherificio Ipam

     

    I dati, relativi all’intera Campania, sono quelli dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati. La nostra provincia secondo solo a quella di Napoli. Cafiero de Raho, che si appresta a lasciare la Dda: “L’iter per arrivare alla confisca è ancora troppo lungo.”

     

    CASERTA - In Campania sono 347 le aziende definitivamente confiscate. Si va dai ristoranti agli hotel, fino a ipermercati, catene di supermarket, bar, sale scommesse, centri benessere, imprese edili, perfino un asilo nido. Gianpaolo Capasso, responsabile della sede di Napoli dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e destinazione dei Beni sequestrati e confiscati confiscati alla criminalita’ organizzata spiega che le imprese si trovano soprattutto a Napoli (180), poi a Caserta (77), Salerno (75), Avellino (10), Benevento (5). Poco meno di un centinaio attendono ancora l’affidamento in gestione, soltanto una decina sono ancora attive. Il quadro nazionale vede invece la Sicilia detenere il primato del numero dei beni sequestrati.

    “Sono circa 5mila – dice – e la provincia di Palermo da sola ne conta 3.200. Anche la distribuzione geografica vede il Sud prevalere, con 80% dei beni, seguito dal Nord che rappresenta il 14% e dove la Lombardia registra nell’ultimo anno una crescita esponenziale”.

    Per il neo procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho negli ultimi anni la lotta alla criminalità  ha disarticolato la forma “militare”. “Ma abbiamo lasciato sostanzialmente inalterata – aggiunge – la forza della camorra, perché  la vera camorra, quella che crea pericolo alla società  e’ quella che si muove nell’economia, nelle pubbliche amministrazioni, nella politica. Proprio per questo l’aggressione ai patrimoni costituisce uno strumento fondamentale per contrastare la criminalità  sul campo”. Nella lotta alle organizzazioni criminali, secondo il procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino e’ importante rivedere anche il principio di pericolosità  criminale contenuto nel codice penale. “Ci rifacciamo a un codice del 1921 – spiega – che e’ basato sul concetto di bene privato e non di bene comune. Chi inquina, deturpa il territorio, per esempio, e’ punito con una semplice contravvenzione. Il danno che produce si diffonde nel tempo e sulla comunità'”

    PUBBLICATO IL: 14 marzo 2013 ALLE ORE 17:39