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    Bancarotta, arrestato anche l'accusatore del sindacalista Fiom, Spena


      Trasferiva gli stampi per gli scafi e le barche dai capannoni di Carinaro a quelli di Castel Volturno per eludere i creditori NAPOLI - E’ finito in manette con l’accusa di bancarotta fraudolenta l’imprenditore nautico Rosario Colella, il quale con la sua denuncia ha fatto arrestare venerdi’ scorso il sindacalista Fiom Angelo Spena. Nei […]

    Nella foto, Angelo Spena

     

    Trasferiva gli stampi per gli scafi e le barche dai capannoni di Carinaro a quelli di Castel Volturno per eludere i creditori

    NAPOLI - E’ finito in manette con l’accusa di bancarotta fraudolenta l’imprenditore nautico Rosario Colella, il quale con la sua denuncia ha fatto arrestare venerdi’ scorso il sindacalista Fiom Angelo Spena. Nei confronti di Colella il gip di Napoli – su richiesta della sezione reati economici della Procura – ha emesso una ordinanza di custodia cautelare: per i pm Colella sarebbe responsabile del fallimento dell’azienda Mano’ Marine, con sede in via Nisida a Napoli, sancita da un sentenza emessa nell’ottobre del 2012.

    Secondo l’accusa, l’imprenditore Rosario Colella, arrestato oggi, martedì sia prima che dopo il fallimento della Mano’ Marine, avrebbe distratto, a danno dei creditori, beni aziendali per un valore di circa 5 milioni di euro, oltre che prodotti in lavorazione e finiti, per altri 14 milioni di euro. In particolare le barche gia’ ultimate o in via di allestimento, e gli stampi utilizzati per gli scafi sarebbero stati trasferiti dalla sede operativa di Carinaro in altri capannoni a lui riconducibili ma mai dichiarati, che si trovano a Castel Volturno, Villaricca, Napoli e Palermo. Nel corso delle indagini effettuate dalla Guardia di Finanza e’ emerso anche che Colella, per svuotare progressivamente l’azienda, ha pubblicato attraverso inserzionisti privati su vari siti internet a lui riferibili numerosi annunci di vendita di barche modello ”Mano’ Marine”; tra le inserzioni e’ emersa quella della societa’ spagnola ”Valo’ Marine” su cui c’erano le foto delle barche prodotte da Colella. Ad incastrare l’imprenditore anche la copiosa documentazione sequestrata nei vari capannoni (tra cui un computer portatile e un hard-disk, ndr), sottratta alla curatela fallimentare perche’ relativa alla situazione contabile dell’azienda; documenti importanti sono stati trovati inoltre nell’auto della sorella di Colella, che e’ stata anche intercettata mentre manifestava al fratello le sue preoccupazioni proprio per i documenti nascosti nella vettura.

    PUBBLICATO IL: 29 gennaio 2013 ALLE ORE 18:19