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    AVERSA – Il Diana che… ti aspetti. Due gare per 2 milioni di euro aggiudicate al cognato di Casal di Principe di Pasquale Garofalo, coinvolto in Normandia 2


      La passione di Carlo Corvino per il mattone è fiorita proprio nel periodo in cui il cognato ha dovuto chiudere bottega a causa delle interdittive. Anche in questo caso, niente massimo ribasso, ma offerte economicamente più vantaggiose. Ecco i motivi delle riserve che a suo tempo, inascoltati da Sagliocco esprimemmo nei confronti della nomina […]

    Nelle foto, da sinistra, Giuseppe Sagliocco e Alessandro Diana

     

    La passione di Carlo Corvino per il mattone è fiorita proprio nel periodo in cui il cognato ha dovuto chiudere bottega a causa delle interdittive. Anche in questo caso, niente massimo ribasso, ma offerte economicamente più vantaggiose. Ecco i motivi delle riserve che a suo tempo, inascoltati da Sagliocco esprimemmo nei confronti della nomina di Diana a capo dell’ufficio tecnico del Comune

    AVERSA – Su certe gare d’appalto del Comune di Aversa c’è già il marchio indelebile ed indiscutibile dell’ing. Alessandro Diana, uno che pure essendo fuori da inchieste giudiziarie, è stato un protagonista del tempo. Un protagonista di un’epoca in cui l’80% degli appalti pubblici in provincia di Caserta erano determinati o, quanto meno, condizionati dalla criminalità organizzata, dal clan dei Casalesi, e, in misura minore dalle altre consorterie criminali che operavano in questo territorio.

    Alessandro Diana, dunque resta un valente tecnico, ma appartiene ad una stagione che andava archiviata. Sagliocco, invece, questa stagione, non l’ha voluta archiviare e ha assunto Alessandro Diana, reduce dagli anni vissuti a capo dell’Utc dell’amministrazione provinciale.

    Da quel momento, Casertace ha assunto una posizione più articolata nei confronti di Sagliocco e del suo governo.

    Come sempre abbiamo scritto chiaro e tondo quello che pensavamo e abbiamo scritto ancora più chiaro e tondo che la scelta di Alessandro Diana, a nostro avviso, rappresentava un grave errore.

    Cominciando a verificare, valutare le mosse dell’ingegnere di Casal di Principe, amico fraterno di Nicola Ferraro, ci si accorge che nella dinamica degli appalti aversani, Casal di Principe comincia ad incidere significativamente.

    Due casi recenti: uno siamo riusciti a recuperarlo, perchè ancora disponibile nell’albo della vecchia Stazione Unica Appaltante, la seconda non siamo riuscita a recuperarla perchè letteralmente scomparsa dagli elenchi.

    Due lavori assegnati non con il metodo del massimo ribasso, ma con quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che come ben sanno i lettori di Casertace, attraverso una sagace, sottile gestione dei requisiti e di questi in relazione ai punteggi, accresce a dismisura il potere e la discrezionalità delle commissioni aggiudicatrici.

    E questo è successo anche ad Aversa, dove la commissione è presieduta da Alessandro Diana.

    Assegnazione provvisoria degli incarichi di effettuare i lavori in via di Jasi (1.100.000 euro l’importo) e altri lavori in viale Olimpico, nella parte aversana dell’arteria che si collega al Comune di Lusciano, per circa 900mila euro.

    Entrambe le gare sono state aggiudicate dalla commissione presieduta da Alessandro Diana ad un’impresa di suoi concittadini, precisamente all’impresa Gruppo Lavoro Srl, amministratore unico Carlo Corvino, che non è uno dedicato da una vita all’impresa edile, ma lo è soprattutto da quando Pasquale Garofalo, ha sposato sua sorella, dunque è suo cognato, incrociando dei problemi giudiziari che lo hanno coinvolto come indagato nell’operazione Normandia 2, ha dovuto tirare i remi in barca della sua impresa, colpita da interdittiva Antimafia.

    Nessuno può sostenere che la procedura utilizzata dal Comune di Aversa, molto bravo a fare entrare in extremis alcuni progetti nella sfera di competenza della vecchia Stazione Unica Appaltante, prima che questa cedesse le sue competenze al Genio Civile,  si irregolare.

    Per carità, ma il punto non è questo. Il punto è costituito dal fatto che avendo questa terra attraversato quello che ha attraversato in termini di infiltrazione camorristica negli enti locali, quanto meno Sagliocco, anche assumendo una decisione fuori dai canoni formali e rituali, avrebbe dovuto almeno adottare lo strumento del massimo ribasso, che non è la panacea di tutti i mali, ma non è quella schifezza dell’offerta economicamente più vantaggiosa che insieme agli aspetti economici e finanziari collegati all’offerta stessa, ne aggiunge altri su cui ad Aversa, ma non solo ad Aversa costruiscono il loro potere i dirigenti di una burocrazia che ha bazzicato per decenni in quella zona grigia che non sarà la zona dove sono ravvisabili i diretti ed immediati rapporti tra politica e camorra, ma che è un’area di cui la camorra, una camorra che non poteva esporsi più direttamente, ha costruito le proprie fortune facendo aggiudicare gare (e non ci riferiamo a queste di cui abbiamo scritto oggi) ad imprese amiche o avvolte nella stessa stuola familiare.

    Gianluigi Guarino

     

     

    PUBBLICATO IL: 5 agosto 2013 ALLE ORE 13:36