Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    AVERSA – A Sagliocco non stimola più il “punto G”. Silenzio tombale sugli insediamenti nelle zone di standard. Il Puc? Un affare di Alessandro Diana (figuuuurr!!!)


        Nei mesi in cui quelli di Noi Aversani facevano opposizione a Ciaramella, l’attuale sindaco parlava di imbrogli e di tanto altro nelle concessioni date nelle zone G. Da quando ha indossato la fascia tricolore non solo non ne parla più, ma sta gestendo la fase istruttoria del Puc in maniera totalmente segreta, esattamente […]

    Nelle foto, da sinistra, Giuseppe Sagliocco, Alessandro Diana e  l’assessore all’Urbanistica Ninì Migliaccio, sempre più evanescente 

     

     

    Nei mesi in cui quelli di Noi Aversani facevano opposizione a Ciaramella, l’attuale sindaco parlava di imbrogli e di tanto altro nelle concessioni date nelle zone G. Da quando ha indossato la fascia tricolore non solo non ne parla più, ma sta gestendo la fase istruttoria del Puc in maniera totalmente segreta, esattamente al contrario di quello che la legge regionale afferma e pretende.

    AVERSA – Ricorderanno i lettori più fedeli di Casertace, il nostro cazzeggio sul punto “G”, (pardon, stavolta con questa associazione “organica” ci siamo superati) collegato ironicamente ad una vicenda complicata e delicata qual è quella delle zone G della città di Aversa.

    A quel tempo Sagliocco e i sagliocchiani ci imbeccavano e noi ci lasciavamo imbeccare, non perchè eravamo dei dritti, ma perchè eravamo dei fessi. La differenza non è di poco conto. I dritti si fanno imbeccare in una dinamica di comune interesse materiale con gli imbeccanti, i fessi, al contrario accettano la soffiata perchè ritengono che la trattazione di un particolare argomento risponda a principi di legalità, ma di legalità vera, non quella pagnottista enunciata e praticata in questa provincia.

    Scrivemmo di zone G che avevano una caratterizzazione e una destinazione come pertinenza sanitaria, collegata al vicino ospedale Moscati che diventavano luogo in cui si andavano ad insediare discoteche e discopub.

    Sagliocco impostò tutta la fase finale della sua opposizione alla giunta Ciaramella sulla battaglia relativa a queste zone affinché ognuna di loro, in caso di intervento di un privato fosse rispettosa della destinazione datale dal Prg e soprattutto fonte di vantaggi, i cosiddetti standards per la collettività, attraverso la moneta sonante di nuovi servizi e di nuove comodità sociali.

    Da allora sono trascorsi quasi due anni, e un anno e qualche mese è trascorso dalla vittoria elettorale di Sagliocco. Non c’è stata una parola, un intervento, un atto di indirizzo sulle zone G. Solo un blocco, un congelamento. Si dirà: Sagliocco vuole riformare tutto il sistema territoriale della sua città, le vocazioni, l’adattabilità dei luoghi ad ospitare certi tipi di interventi. Dunque, anche le zone G entreranno nel discorso complessivo del Puc.

    Ora, è vero che ormai è inevitabile da parte della Regione una proroga dei termini ultimi per la presentazione dei piani urbanistici comunali, dato che il 24 gennaio non sarà pronto nessun comune o quasi nessun comune. Ma non è possibile che questa amministrazione arrivi sull’onda di una garanzia fornita dal sindaco sul cambiamento dei metodi e dei sistemi, sulla promozione dei processi di partecipazione dal basso e poi, tutta la gestazione del Puc viene realizzata nelle segrete stanze di Alessandro Diana da Casal di Principe, a cui Sagliocco ha delegato praticamente tutto.

    L’unico appuntamento fu quello, assolutamente impalpabile del consiglio aperto alle associazioni. Organizzato all’ultimo momento, senza una pubblicità adeguata, si risolse in un flop totale e clamoroso.

    Sarebbe utile che i partiti che sostengono l’amministrazione ( di quelli che non la sostengono non parliamo dato che si sono autodistrutti), invece di impegnare i loro portentosi estri nel solito giochino del domino delle poltrone, nobilitassero la loro esistenza e la loro identità incalzando il sindaco affinchè porti nella città il dibattito sul Puc, anche perchè come abbiamo scritto più volte, quando ci siamo occupati del Puc, ugualmente semi anonimo di Caserta, il coinvolgimento solare, evidente, comprovabile delle forze sociali, economiche, civile, di tutte le agenzie di rappresentanza è considerato un elemento vincolante, riconosciuto dalla legge regionale che istituisce i Puc, come vera e propria condicio sine qua non.

    Per quel che ci riguarda, noi di Casertace ritoneremo a parlarne, perchè riteniamo che come ci aveva raccontato anche Sagliocco, quando predicava bene, anzi benissimo, prima di ripiegare il suo ingegno sulla dinamica degli affidamenti diretti, solo dalla promozione autentica dei processi partecipativi può nascere il vero progresso di una comunità.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 20 agosto 2013 ALLE ORE 17:15