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    AUTOVELOX IRREGOLARI L’ex sindaco Zacchia e la sua giunta condannati a pagare oltre 100 mila euro dalla Corte dei Conti


    I giudici contabili della sezione  per la Campania, presieduta da Fiorenzo Santoro, infatti, hanno avallato gli esposti presentati, nel corso del 2007, dai consiglieri comunali che segnalavano le irregolarità, in particolare nella procedura di aggiudicazione dell’appalto. (CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA) CALVI RISORTA – Scandalo autovelox di ritorno, con buone notizie per gli automobilisti […]

    Nella foto Zacchia

    I giudici contabili della sezione  per la Campania, presieduta da Fiorenzo Santoro, infatti, hanno avallato gli esposti presentati, nel corso del 2007, dai consiglieri comunali che segnalavano le irregolarità, in particolare nella procedura di aggiudicazione dell’appalto. (CLICCA QUI PER LEGGERE LA SENTENZA)

    CALVI RISORTA – Scandalo autovelox di ritorno, con buone notizie per gli automobilisti e pessime per alcuni amministratori pubblici dell’agro caleno. Scoperte irregolarità nell’espletamento della gara di appalto per la gestione dei mostri d’acciaio (grazie a un esposto delle forze di minoranza, tra cui il consigliere Giovanni Marrocco) la Corte dei conti ha condannato l’ex sindaco di Calvi Risorta, Giacomo Zacchia, e la sua giunta del 2007 a risarcire il comune per oltre 100mila euro. La Procura aveva chiesto un risarcimento pari a 148.378 euro da dividersi per quote tra il sindaco Zacchia e gli assessori Remo Cipro, Ulderico Pietro Salerno, Carmelo Bonacci, Oreste Martino, Antonio Zona ed il responsabile per il settore tecnico manutentivo, Antonio Bonacci che dovrebbe pagare il grosso della cifra, oltre 50mila euro.

    I giudici contabili della sezione  per la Campania, presieduta da Fiorenzo Santoro, infatti, hanno avallato gli esposti presentati, nel corso del 2007, dai consiglieri comunali che segnalavano le irregolarità, in particolare nella procedura di aggiudicazione dell’appalto. L’illegittimità della previsione di un corrispettivo della locazione delle apparecchiature costituito dalle sanzioni accertate e incassate e della previsione del capitolato che poneva a carico dell’aggiudicatario gli oneri per la corresponsione degli straordinari al personale della polizia municipale e amministrativo impegnati nel servizio in rilievo.

    In particolare, la Corte, dopo aver rigettato le eccezioni ed argomentazioni difensive proposte dai convenuti, ha ritenuto illegittime talune previsioni del bando di gara per l’affidamento del servizio di accertamento delle violazioni al codice della strada in quanto violative delle disposizioni del decreto legislativo n. 163 del 2006 e l’assenza di un valido confronto concorrenziale, dato che  l’aggiudicazione era avvenuta a favore dell’unica ditta partecipante, in spregio ai principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità delle Pubbliche Amministrazioni. Inoltre, ha statuito la irragionevolezza, per violazione dei principi di economicità ed efficacia che devono connotare l’attività amministrativa, della previsione del requisito tecnico della possibilità di controllare fino a tre corsie in avvicinamento, dato che gli effettivi tratti di strada da controllare erano a solo due corsie. Proprio quest’ultima previsione, ha portato i Giudici ad escludere in merito la sussistenza del requisito della buona fede dei convenuti, dato che quest’ultima, si legge in sentenza “è ravvisabile solo quando la delibera dannosa adottata sia stata condizionata, nei suoi presupposti conoscitivi-istruttori, dalle competenze degli organi tecnici e amministrativi, giacché la circostanza dell’assenza di strade a tre corsie nel territorio comunale non poteva non essere conosciuta dai deliberanti”.

    La sentenza, che secondo molti dei politici oggi sulla scena calena cambia anche gli “accrediti elettorali” rispetto alle amministrative del prossimo anno e persino delle provinciali, è di appena pochi giorni fa. Quasi impossibile ricorrere e sentire tutti i soggetti interessati, ma la voce che gira in città a cavallo di radio fante dice che i consiglieri non sono affatto d’accorso con la sentenza e si aggrapperanno ad ogni possibile spiraglio per opporsi alla sentenza.

    Miriam Zanni

    PUBBLICATO IL: 1 settembre 2013 ALLE ORE 10:53